Il regista irlandese Ruairí Robinson ha acceso la conversazione globale pubblicando un video realizzato con Seedance 2.0, il nuovo modello generativo di ByteDance, la stessa società che controlla TikTok.
Nel filmato, lungo appena 15 secondi, versioni digitali di Tom Cruise e Brad Pitt si affrontano in una rissa coreografata su un cavalcavia di Los Angeles: movimenti di macchina fluidi, luci da blockbuster, colpi credibili, perfino micro-espressioni facciali degne di una produzione da studio major. Oltre 1,4 milioni di visualizzazioni in poche ore. E non è finita qui.
This was a 2 line prompt in seedance 2. If the hollywood is cooked guys are right maybe the hollywood is cooked guys are cooked too idk. pic.twitter.com/dNTyLUIwAV
— Ruairi Robinson (@RuairiRobinson) February 11, 2026
In un secondo video, ancora più perturbante, i due “attori” si scambiano battute con voci sintetiche straordinariamente simili agli originali. Il livello di realismo, nell’intonazione, nelle pause, nella grana vocale, ha amplificato le reazioni, trasformando un semplice esperimento tecnologico in un caso culturale.
Jeffrey Epstein knew too much pic.twitter.com/12u8PQH9nt
— Ruairi Robinson (@RuairiRobinson) February 11, 2026
Il sindacato SAG-AFTRA ha condannato duramente l’uso non autorizzato di immagine e voce, parlando di violazione legale ed etica e di un attacco diretto alla possibilità per gli artisti di controllare e monetizzare la propria identità. Anche lo sceneggiatore Rhett Reese, autore della trilogia di “Deadpool”, ha espresso inquietudine: non per l’imperfezione del risultato, ma per la sua qualità professionale. È proprio l’assenza di goffaggine a rendere il fenomeno destabilizzante.
La questione, però, va oltre il diritto d’autore o la sostituzione degli attori. Il punto è emotivo e sistemico: il pubblico ha reagito come se fosse davanti a una scena autentica. Ha provato adrenalina, sorpresa, divertimento. Ha condiviso. Hollywood ha sempre venduto non solo immagini, ma presenza fisica, rischio reale, la materialità di un set. Questo video suggerisce che quel patto stia cambiando: se l’esperienza funziona e l’emozione arriva, l’origine, umana o algoritmica, rischia di diventare un dettaglio. Ed è qui che il paradigma si incrina, anche in modo inquietante.
(Foto Getty Images)

