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Sting ribadisce: niente eredità ai miei figli

I miei figli vogliono lavorare. Vogliono forgiare la propria strada. Non voglio rubare la loro ambizione.

A 74 anni  Sting non ha alcuna intenzione di rallentare. Altro che pensione: il palco resta la sua casa, il lavoro la sua linfa vitale. “Non smetterò di suonare. Amo lavorare, è ciò che mi definisce. Sono in ottima forma, quindi continuerò”, ha confidato l’artista in una recente intervista. Una carriera leggendaria la sua, iniziata con i Police e proseguita con un percorso solista costellato di successi planetari, che ha scolpito in lui un’etica del lavoro granitica.

Un valore che l’artista britannico ha voluto trasmettere con coerenza ai suoi sei figli. E proprio qui emerge una scelta che continua a far discutere: niente eredità milionaria. Padre di Joseph e Fuschia, nati dal matrimonio con l’attrice Frances Tomelty, e di Mickey, Jake, Eliot e Giacomo, avuti con la produttrice e regista Trudie Styler, sposata nel 1992, Sting è rimasto fermo su una posizione che ribadisce da oltre un decennio.

Nonostante, secondo il magazine Daily Mail, le sue royalties gli garantiscano entrate mensili da capogiro, il cantante non intende creare trust o fondi speciali per i figli. Senza esitazioni Sting ha ripetuto: “Non credo che sia un regalo da fare loro, è troppo”.

Per lui, lasciare un’enorme fortuna rischierebbe di compromettere ciò che considera fondamentale: l’ambizione. “I miei figli vogliono lavorare. Vogliono forgiare la propria strada nella vita. Non ho intenzione di togliergliela. Non voglio rubare la loro ambizione. È questione di etica del lavoro, e loro ce l’hanno”. Nessuna paghetta stellare, nessun assegno dorato in vista. Solo un messaggio chiaro, coerente con una vita intera trascorsa sotto i riflettori: il vero patrimonio non è quello che si eredita, ma quello che si costruisce.

(foto Getty Images)

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