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Russell Crowe parla del Gladiatore: Il primo film ha funzionato perché aveva un cuore morale

"Era un film per tutti, perché era un film sull’amore"

Protagonista della quarta giornata del Taormina Film Festival, Russell Crowe ha scatenato i tanti fan accorsi al Teatro Antico per scattare selfie. La star non si è sottratta a quel pubblico generoso, che gli ha riservato un’accoglienza strepitosa.

Davanti a centinaia di  persone, Russell Crowe ha subito esordito: “amo questa città e amo la Sicilia”. Poi ha parlato di tutto, a partire dal confronto tra il suo “Gladiatore“, quello diretto da Ridley Scott e uscito nel 2000, e il sequel, sempre firmato da Scott e uscito nel 2024, da lui definito del tutto sbagliato.

“Hanno fallito”. ha dichiarato Crowe. “E hanno fallito perché non avevano capito perché il primo film aveva avuto successo. Il primo ‘Gladiatore’ ha funzionato perché aveva un cuore morale. Ed è per questo che il pubblico lo ha custodito per tutti questi anni… Molti pensano che ‘Il gladiatore’ sia un film per uomini. Ma se fosse stato un film per uomini sarebbe stato soltanto un film sulla vendetta. Invece è un film per tutti, perché è un film sull’amore. Tutti vorremmo essere amati da qualcuno disposto ad arrivare fino in fondo per noi”. Crowe ha spiegato come la produzione avesse insistito per inserire scene di sesso nel film, ma l’attore le aveva rifiutate decisamente: “È la storia di un uomo che vendica la morte della moglie e del figlio. Non poteva esserci un momento, in quel viaggio, in cui si fermava per fare sesso con qualcuno. Avrebbe distrutto tutto”.

“Nel periodo in cui ho girato ‘Il  gladiatore’ ero pazzo: ogni minuto che vedete nel film sono io”,  ha confessato Russell, aggiungendo: “fu per me un po’ uno shock trovarmi sul set di Ridley Scott e sperimentare la vastità delle scenografie. C’erano letteralmente centinaia di cavalli, dozzine di catapulte, seicento o settecento soldati romani, trecento o quattrocento soldati barbari. Sono stato colpito allora in faccia con un’ascia, non è stata un’esperienza interessante, ma la conclusione è che amo il lavoro. E questa è la cosa più importante”.

Parlando quindi, del suo amore per il mestiere, Crowe ha spiegato:  “quando costruisco un ruolo penso solo alle esigenze del personaggio, alle riunioni sui costumi, agli oggetti di scena, alle  visite alle location. Nel cinema”,  ha sottolineato, “ci sono due regole: dettaglio e collaborazione”. L’attore ha paragonato il lavoro sul set alle “lezioni di ballo con un partner: lavorare in sintonia con un’altra persona affinché il film abbia successo”.

Russell Crowe ha anche rivelato i primi acciacchi dell’età e il suo rapporto con l’amata musica, citando a sorpresa il brano “Il bambino che contava le stelle” di Ultimo: “io, anche oggi da uomo maturo, continuo a contare le stelle e a seguire i miei sogni”. Da qui l’invito ai giovani a fare lo stesso: “immaginate dove volete arrivare, perché è il primo passo per raggiungere la vostra meta”.

L’attore neozelandese è arrivato  in Sicilia per presentare il suo ultimo film, “La vendetta perfetta – Bear Country “, di Derrick Borte, action movie pieno di adrenalina, ma anche, per ricevere il premio alla carriera. “La Vendetta Perfetta – Bear Country “, sarà nelle sale il prossimo 26 agosto.

(foto Getty Images)

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