La lingua italiana va protetta: l’appello dell’Accademia della Crusca contro gli inglesismi
"Dobbiamo avere fiducia nella nostra lingua italiana, nella sua bellezza. Ecco perché va fermata l’imbarazzante epidemia di parole straniere".
Mai come in questo periodo di emergenza sanitaria, anche noi italiani ricorriamo all’uso dei forestierismi, ormai tutti anglicismi. Parole come “lockdown” o “recovery fund“, ad esempio, sono sulla bocca di tutti, anche se possiamo usare il termine italiano che equivale al loro significato.
A lanciare “l’allarme” delle parole inglesi che vengono utilizzate nel linguaggio comune di tutti noi, è stata l’Accademia della Crusca, che ha rivendicato il potere e la bellezza della lingua italiana.
Ecco quali sono state le parole del presidente, il linguista Claudio Marazzini: “Il nostro potere è solo di persuasione, ma ciò non ci esime da richiamare tutti a un dovere di sobrietà nell’uso della lingua, che va innanzitutto rispettata. Dobbiamo avere fiducia nella nostra lingua italiana, nella sua bellezza, nella sua chiarezza, nella sua limpidezza. Ecco perché va fermata l’imbarazzante epidemia di parole straniere, quasi tutte inglesi, che ci sommerge. Spesso dietro il ricorso a una parola inglese si nasconde il nulla. Bisogna imparare a usare sempre il corrispettivo italiano se questo esiste nel nostro vocabolario“.
“Le polemiche sulla lingua sono sempre esistite e sempre esisteranno – ha spiegato il linguista – perché la lingua si evolve con la società. In questo scenario l’azione dell’Accademia della Crusca avviene con equilibrio ma non con atteggiamento rinunciatario. Non va fatta una battaglia indifferenziata contro le parole straniere, perché sarebbe non solo perdente ma inutile. Non ci dimenticheremo di prendere posizione in maniera ferma ogni qual volta la lingua italiana sia aggredita o privata dei suoi diritti“.
È vero che alcune parole sono state coniate in sede europea, ad esempio, e per ovvi motivi sono in inglese. Quello che si augura l’Accademia della Crusca è che si riesca a trovare un equivalente in italiano, in modo da essere anche più comprensibile per la popolazione nella sua interezza.
La nostra lingua è bellissima e piena di sfumature… non perdiamola!
(Foto Getty Images)

