Il Segnalibro: la puntata di domenica 1 marzo
I libri più emozionanti e le interviste con gli scrittori più amati: tutto il piacere di leggere ogni domenica alle 12 con Il Segnalibro
C’è tutta l’emozione che solo i libri più appassionanti riescono a regalare, nell’appuntamento di Radio Monte Carlo “Il Segnalibro”.
Ogni domenica, alle 12 viaggiamo alla scoperta dei libri da non perdere. Nuovi romanzi e volumi da riscoprire. Pagine per commuoverci, ridere, imparare ed emozionarci sempre. Con le interviste agli autori più amati.
Tutto il piacere di leggere per un appuntamento imperdibile. Solo su Radio Monte Carlo.
I libri di domenica 25 gennaio:
Olivier Norek, I guerrieri d’inverno, Rizzoli
Finlandia, 1939. Il giovane Simo è un cacciatore esperto e conosce il respiro della volpe, sa adattare il proprio a quello dell’animale, prima di colpire. Sa valutare le distanze. Sa quanta differenza può fare un errore di calcolo. Ciò che ancora non sa è che presto la sua precisione infallibile si misurerà in vite umane, tolte e salvate. Nell’autunno di quell’anno l’Unione Sovietica si appresta ad aggredire la Carelia, territorio all’interno dello stato della Finlandia. Un’area apparentemente innocua, ma strategica per la sua posizione di ponte tra il fronte tedesco e quello russo. L’attacco non è immediato, passano mesi di incertezza, e in questo tempo di attesa, mentre l’inverno inizia a stringere la sua morsa, un milione di finlandesi viene reclutato. Sono giovani inesperti della guerra, un popolo pacifico che viene condotto lungo le linee di confine, senza attrezzature adatte, spesso senza preparazione. E così, nel freddo più spietato, nel cuore del conflitto più violento della sua storia, il popolo intero di un piccolo Stato si solleverà contro il nemico e, tra i suoi soldati, nascerà una leggenda: Simo Häyhä, che grazie alle insuperate doti di tiratore diventa la Morte Bianca, fantasma inespugnabile per la schiacciante Armata rossa, simbolo di un’incredibile resistenza.
Olivier Norek (Tolosa, 1975) ha partecipato ai soccorsi umanitari in Guyana e poi nella ex Jugoslavia, durante la guerra, prima di entrare nella polizia giudiziaria, dove è rimasto per diciotto anni come capitano di polizia del dipartimento 93 di Seine-Saint Denis, quartiere tra i più difficili della periferia di Parigi. È autore di Tra due mondi (2018), dei quattro romanzi polizieschi con protagonista il capitano Coste, Superficie (2022) Il pesatore di anime (2023), Codice 93 (2024) e Territori (2025), tutti tra i primi posti delle classifiche di vendita francesi e pubblicati in Italia da Rizzoli. Tradotti in 14 lingue, i suoi libri hanno venduto due milioni e mezzo di copie nel mondo, ottenendo numerosi premi letterari, tra cui il Prix “Le Point” du Polar Européen nel 2016, Il Grand Prix des Lectrices de “Elle”, il Prix Maison de la Presse, il Prix Relay e il Prix Babelio-Polar. I guerrieri d’inverno, suo primo romanzo storico, ha vinto nel 2024 il Prix Jean Giono e il Prix Renaudot des lycéens, è stato selezionato nella shortlist del Prix Malraux e nella longlist del Prix Goncourt, e venduto in Francia più di 400.000 copie.
Stefano Vitelli e GIuseppe Legato, Il ragionevole dubbio di Garlasco, Piemme
Ci sono fatti di cronaca destinati a rimanere per sempre nell’immaginario collettivo, storie capaci di dividere l’opinione pubblica e toccare corde insospettate. Il caso Garlasco è uno di questi: un delitto che ha segnato il Paese, una storia giudiziaria solo apparentemente conclusa e che oggi torna con nuovi interrogativi e nuove ombre. Per anni l’unico indagato è Alberto Stasi, compagno della vittima, il «biondino dagli occhi di ghiaccio». Viene condannato a sedici anni di carcere, eppure manca il movente, le testimonianze vanno in un’altra direzione, il suo alibi viene accertato. Si può dire che sia colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? La risposta è no. Da qui parte il racconto di Stefano Vitelli, il magistrato che nel 2009 assolse Stasi in primo grado, in un libro che ripercorre – umanamente e giudiziariamente, con elementi del processo mai raccontati al grande pubblico – tutta la vicenda: dalla telefonata al 118 alle analisi informatiche compromesse, dalle macchie di sangue alle nuove perizie che riscrivono ciò che si credeva acquisito, fino al movente fantasma e all’assunto per cui «meglio un colpevole fuori che un innocente dentro». Dubbi, verifiche, domande senza risposta, ma anche la responsabilità di chi deve giudicare sapendo che non si può scommettere sulla colpevolezza dell’imputato: la posta in gioco è troppo alta, un errore simile potrebbe segnare per sempre la vita di un innocente. Una narrazione immersiva, che dal caso di cronaca più discusso di sempre si apre a una riflessione universale sul potere, la conoscenza e il limite umano.
Stefano Vitelli nato a Viareggio nel 1974, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa, conseguendo il massimo dei voti. Nel 2000 vince il concorso nazionale per l’accesso alla Magistratura. Dal 2008 al 2012 ricopre il ruolo di GIP/GUP presso il Tribunale di Vigevano, redigendo come giudice di primo grado la sentenza nei confronti di Alberto Stasi. Per dieci anni GIP presso il Tribunale di Torino, dal 2022 è componente del Tribunale del riesame di Torino. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche in materia di diritto e procedura penale. Padre di due figli, ha corso fino ad ora ventidue maratone, tra cui tre volte quella di New York.
Giuseppe Legato nato a Como e cresciuto a Reggio Calabria, dal 2004 è giornalista de La Stampa e oggi coordina la cronaca giudiziaria nazionale del quotidiano torinese. Già inviato sull’arresto di Matteo Messina Denaro, sulla strage di Cutro, sulle tangentopoli liguri, sul caso Striano e sulle principali inchieste di mafia sul territorio nazionale dal 2014 a oggi, ha scritto Torino sotto inchiesta: da Minotauro a San Michele per la collana «Mafie». Dal 2019 è tutor di cronaca nera e giudiziaria presso il Master in Giornalismo Giorgio Bocca di Torino.

