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Radio Monte Carlo Articoli News Haruki Murakami ha scelto un italiano per le illustrazioni del suo ultimo libro

Haruki Murakami ha scelto un italiano per le illustrazioni del suo ultimo libro

Bellezza e nostalgia vibrano nell'ultimo romanzo dell'autore giapponese di culto. E nelle meravigliose immagini che sono state scelte per illustrarlo

Haruki Murakami è uno scrittore immensamente amato in tutto il mondo. Nato in Giappone, a  Kyoto, nel 1949, ha saputo raccontare storie universali, intrise di struggente malinconia, che hanno incantato i lettori. Fin da “Norwegian Wood / Tokyo Blues”, scandito dalle note di Beatles, Doors, Bill Evans e Miles Davis, dedicato al valore dell’amore e dei sentimenti. Murakami è diventato signore delle classifiche e soprattutto magistrale narratore di emozione profonde. Come quelle narrate in “L’uccello che girava le viti del mondo” (chiave per  un mondo fantastico  dove ritrovare il se stesso perduto), “La ragazza dello Sputnik” (sul complicato origami che sono l’amore e l’amare), “Kafka sulla spiaggia” viaggio  di un adolescente e di un anziano tra figure enigmatiche e ricerche interiori.

Murakami, che è grande appassionato di musica (è autore anche di “Ritratti in jazz”) ha adesso pubblicato il suo ultimo romanzo, “Abbandonare un gatto”. Un libro ancora più personale e intimo, perché dedicato al rapporto elusivo con il padre. Per illustrare un volume tanto profondo e spirituale, Murakami ha scelto un giovane artista italiano,  Emiliano Ponzi, tra i migliori illustratori italiani contemporanei (ha lavorato per il New York Times, Le Monde, l’Economist, Washington Post, La Repubblica, e per Feltrinelli, Penguin e Mondadori). 

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Ponzi racconta così, al magazine Art Tribune, la ricerca artistica condotta per illustrare il romanzo di Murakami: «Il testo di Murakami è autobiografico e molto delicato. Parla dell’intimo rapporto con il padre, all’interno di una tradizione giapponese, e la storia è ambientata al tempo della guerra… Ho recuperato molto materiale iconografico cercando di interpretarlo in modo credibile, sia per le situazioni e i sentimenti raccontati che sono lontani nel tempo. Poi ho scelto di rappresentare le scene descritte dall’autore come delle polaroid vintage dalle tinte pastello. In pratica è come se quelle foto fossero state lasciate nel cassetto e ritrovate dopo tanto tempo».

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(foto Getty Images)

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