Elton John: la sua collezione di foto esposta a Parigi
Oltre alla musica, l’altra grande passione di Elton John è la fotografia
Oltre alla musica, l’altra grande passione di Elton John è la fotografia. Una passione scoperta nel 1991 e trasformatasi, negli anni, in una delle più importanti collezioni private al mondo, adesso anche in mostra.
L’esposizione, intitolata “Fragile Beauty”, è approdata prima a Londra e ora è a Parigi. Al Jeu de Paume di Parigi Sir Elton espone sino al 27 settembre 300 stampe realizzate dal 1950 in poi da oltre novanta fotografi di fama internazionale come Robert Mapplethorpe, Nan Goldin, Richard Avedon, Irving Penn, passando per Herb Ritts, Diane Arbus, William Klein, Ryan McGinley e Ai Weiwei. I loro scatti hanno offerto e mostrano ancora, uno sguardo personale e al tempo stesso universale sui cambiamenti sociali e culturali degli ultimi decenni.
La moda occupa un ruolo centrale nel percorso espositivo. Fu infatti la fotografia di moda ad avvicinare Elton John al collezionismo, mentre per il compagno David Furnish è da sempre una passione consolidata. Non sorprende quindi trovare alcune delle immagini più iconiche firmate da Herb Ritts e soprattutto Irving Penn, il primo autore di cui la coppia iniziò a raccogliere le opere in modo sistematico.
Altro tema centrale del percorso espositivo è il mondo delle celebrità. Ecco allora emergere i classici ritratti di Marilyn Monroe, Elvis Presley, Miles Davis e Chet Baker, ma anche di Doris Day.
In questa mostra, spiccano opere che hanno contribuito alla visibilità e alla liberazione della comunità LGBTQ+, come la celebre serie Christopher Street di Sunil Gupta e le fotografie di William Klein dedicate all’attivismo di Act Up. La predilezione di Elton John e David Furnish per gli artisti queer emerge dall’ammirazione per George Platt Lynes, con le sue immagini impeccabili di uomini nudi che ancora oggi appaiono innovative, ma anche per Peter Hujar, Wolfgang Tillmans e Ryan McGinley.
Molti degli artisti esposti hanno utilizzato la fotografia come strumento di resistenza contro l’oppressione sessuale, il razzismo e altre forme di discriminazione, raccontando identità complesse e spesso escluse dalle narrazioni dominanti. Nella sezione dedicata al reportage sono raccolte immagini simbolo del movimento per i diritti civili degli anni Sessanta, che si alternano alle fotografie che documentano gli attentati dell’11 settembre 2001.
(foto Getty Images)

