Voglia di cinema: torneranno in voga i drive-in?
Vedere un film nella propria auto, a distanza dagli altri: è la formula drive in. Si sta parlando di questo tipo di soluzione anche in Italia.
Guardare dei film stando seduti nella propria auto, distanziati da tutti gli altri. Il prossimo futuro del cinema, secondo alcuni, potrebbe essere rappresentato dalla formula drive-in, tanto in voga negli anni Cinquanta.
«Luoghi che sembrano essere stati fatti apposta per una pandemia globale», ha scritto il Wall Street Journal e che in effetti oggi potrebbero rispondere all’esigenza del distanziamento sociale, anche se nati per ragioni decisamente diverse.
Si considera il primo drive-in della storia quello aperto nel 1933, in New Jersey, da un’idea di Richard Hollingshead, un ragazzo ispirato dalla necessità di offrire una soluzione ai problemi di sovrappeso di sua madre. La diffusione delle automobili e il successo dei film, poi, ne favorirono la diffusione nel secondo dopoguerra. Un’alternativa fresca ed economica, adatta tanto alle famiglie quanto ai giovani (e alle coppie), che garantiva buoni margini di guadagno ai proprietari.
Ma la scarsa qualità di quel tipo di fruizione si scontrò ben presto con soluzioni in sala sempre più ottimizzate e il settore visse un rapido declino. Chiusero quasi tutti, a parte qualche rarissimo superstite. Qualcuno, negli ultimi anni, è perfino “ricomparso” come alternativa retrò: ad esempio il Bovisa Drive-In di Milano che ha aperto nel 2019 e che oggi, come scrivono sui social i gestori, potrebbe essere “a prova di decreto”.
Nessuno avrebbe potuto immaginarlo prima, ma oggi il drive-in potrebbe rappresentare “la più interessante opzione per passare una serata“, ha dichiarato al New York Times Josh Frank, proprietario di un drive-in che è rimasto aperto anche in pieno lockdown.
Certo i drive-in non potranno mai competere con la qualità della proiezione in sala a cui siamo abituati e dovranno sempre fare i conti anche con lo streaming e con i televisori di casa sempre più evoluti. Inoltre va considerato che potrebbe trattarsi di soluzioni temporanee che potrebbero avere successo per qualche mese per poi ritornare nell’oblio. Intanto, però, in Florida c’è già chi sta pensando in grande…
(Credits photo: Getty)

