Il Forte di Bard celebra nel 2026 i vent’anni di attività. Vent’anni di trasformazione, da sito militare a centro culturale e turistico. Il suo sguardo è attento sulla contemporaneità, al futuro, e alle sfide che la montagna deve affrontare, a partire da quella cruciale del cambiamento climatico.
Un gigante di pietra. Un baluardo. Una sentinella fiera, custode del passaggio. Il suo viaggio non si ferma, tra arte, fotografia, storia e progetti scientifici in un cammino affascinante, tra le montagne della Valle d’Aosta, crocevia di nuovi viaggiatori desiderosi di scoprire, di conoscere.
In occasione del ventennale prende il via il progetto Capolavori al Forte che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex Cappella militare. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare opere uniche, che raccontano non solo il genio di maestri italiani ma anche storie e iconografie eccezionali. La prima opera porta la firma di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, ed è uno dei suoi ultimi lavori: il San Giovanni Battista. Una rappresentazione inedita di San Giovanni che doveva rappresentare la sua redenzione e che invece l’ha accompagnato nel suo ultimo viaggio verso la prematura morte. La mostra Caravaggio. San Giovanni Battista sarà aperta sino al 6 aprile 2026.
La programmazione culturale è particolarmente ricca in questo inizio d’anno. Da non perdere l’esposizione Fernando Botero. Tecnica monumentale che ripercorre l’evoluzione della tecnica espressiva del grande artista attraverso oltre cento opere tra disegni, pitture e sculture che toccano tutti i temi a lui più cari senza tralasciare la contaminazione dei grandi maestri del Rinascimento italiano da cui ha tratto ispirazione. Al centro del percorso, la ricerca del confronto tra le diverse tecniche utilizzate da Botero sullo stesso soggetto: olio, disegno, acquarello e scultura.
Lo sguardo sul mondo si declina in due progetti fotografici di grande interesse: il racconto sulla natura del progetto Una finestra sull’Artico che raccoglie il lavoro realizzato dal fotografo naturalista Stefano Unterthiner nell’arcipelago delle Svalbard, le terre abitate più a nord del Pianeta. Sessanta fotografie che raccontano l’Artico e la sua fauna nelle diverse stagioni. E la mostra Magnum America, realizzata con Magnum Photos, che mette a confronto persone ed eventi ordinari e straordinari di ottant’anni di storia americana, offrendo un’interpretazione commovente del passato e del presente degli Stati Uniti d’America, mettendone al contempo in discussione il futuro.

