Anton van Dyck, I pittori Lucas e Cornelis De Wael, inv. PC 71, 1627, olio su tela, cm 120 x 10; Roma, Musei Capitolini, Pinacoteca Capitolina - Archivio Fotografico dei Musei Capitolini © Roma, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Anton van Dyck, King Charles I of England and his wife Queen Henrietta Mary, Archbishopric of Olomouc – Archdiocesan Museum in Kroměříž KE 2372, O 406, 1632-1634, olio su tela, CM 104 x 176 , Archbishopric of Olomouc
Anton van Dyck, Self-portrait, RH.S.216, 1616-1617, olio su tavola, cm 36,5 × 25,8, Rubenshuis, City of Antwerp
Anton van Dyck, Portrait d'un homme âgé, inv. 6858, 1613, olio su tela, cm 63 x 43,5, Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles
Anton van Dyck, Samson and Delilah, inv. DPG127, 1618-1620 ca., olio su tela, cm 152,3 x 232, Dulwich Picture Gallery, London
Anthony Van Dyck, Portrait of Alessandro, Vincenzo and Francesco Maria Giustiniani Longo (?), NG 6502, 1626-1627, olio su tela, cm 219 × 151; © The National Gallery, London. All rights reserved
Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra
Al Palazzo Ducale di Genova la più grande mostra sul maestro fiammingo degli ultimi venticinque anni
Si inaugura il 19 marzo al Palazzo Ducale di Genova l’eccezionale esposizione “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, la più grande mostra del nostro secolo dedicata alla straordinaria opera di uno degli artisti più iconici della storia dell’arte internazionale e tra i più amati dal grande pubblico.
Radio Monte Carlo è radio ufficiale
Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, la mostra ripercorre l’intero arco della carriera di un artista di talento eccezionale. Il percorso si sviluppa come il viaggio intrapreso da Van Dyck dalla sua patria, le Fiandre, fino alla corte di Carlo I re d’Inghilterra, attraverso numerosi spostamenti e, soprattutto, dopo un lungo soggiorno in Italia, durato ben sei anni. La sua è una carriera di incredibile successo, che lo porta a essere il ritrattista più rinomato d’Europa, stroncata dalla morte prematura, a soli 42 anni.
A Palazzo Ducale saranno esposte opere dell’importante periodo italiano tra il 1621 e il 1627, in cui Genova ebbe un ruolo centrale, ma anche numerose opere eseguite nei diversi momenti della carriera e nei suoi vari spostamenti.
L’eccezionalità della mostra si deve al numero davvero straordinario di opere di Van Dyck (60 in dieci sezioni tematiche), concesse in prestato dai più grandi e autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e la National Gallery di Londra, e italiani, tra cui la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino, la Galleria Nazionale di Parma oltre che da prestigiose fondazioni e collezioni internazionali, quali la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum.
Il percorso espositivo non segue una rigorosa sequenza cronologica: le opere, distribuite nelle dodici sale, sono accostate per temi e ambiti della sua attività, così da stimolare un confronto diretto tra la maniera del Van Dyck giovane nella terra d’origine, quella del periodo italiano e quella della maturità inglese. Il visitatore scoprirà, forse per la prima volta, anche il Van Dyck delle opere sacre. Tra gli altri prestiti eccezionali, il Ritratto di Carlo V a cavallo dagli Uffizi di Firenze, il ritratto di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo dalla National Gallery di Londra, il Sansone e Dalila della Dulwich Picture Gallery di Londra. .

