Luis Sepúlveda: addio al grande scrittore
Luis Sepulveda non riesce a sconfiggere il virus e ci lascia a 71 anni . Non scorderemo mai la sua arte, un ponte sospeso tra America Latina ed Europa.
Lo scrittore cileno Luis Sepúlveda è morto all’età di 71 anni a causa del Covid-19. Maestro letterario instancabile, ma anche attivista e voce autorevole, con lui va via una parte importante della narrativa contemporanea. Luis era ricoverato in un ospedale delle Asturie da fine febbraio.
Sepúlveda è stato un vero artista del nostro tempo. Impegnato politicamente, ecologista, combattente. Dall’America Latina, che lo ha visto nascere, si è rifugiato in Europa e da qui ha continuato a far sentire la sua voce. Gli occhi profondi, scavati, il viso stanco e segnato dal tempo e dalla vita, Luis era un incorreggibile scrittore, che riusciva a stupire il suo pubblico anche quando sembrava che non avesse più niente da dire.
Il suo primo racconto da adolescente era stato segnato come pornografia dal preside dell’Istituto scolastico che frequentava. Inizia così la carriera di un grande scrittore. La sua poetica si concentrava sull’eterna lotta tra il bene e il male. Avventure pazzesche si intrecciavano e rincorrevano le une alle altre e facevano da sfondo per raccontare i suoi ideali e la sua visione della vita.
“Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” è il suo primo scritto del 1989, a cui ne seguirono molti altri, fino alla sua ultima pubblicazione nel 2018. Molti anche i riconoscimenti e i premi per il suo impegno e per la delicatezza con la quale trasformava i pensieri in parole.
Ricordiamolo con le sue stesse parole: “Sono uno scrittore perché non so fare altro che raccontare storie. Ma sono anche un essere sociale, un individuo che rispetta sé stesso e intende occupare un piccolo posto nel labirinto della storia. Da questo punto di vista, sono il cronista di tutti coloro che giorno dopo giorno vengono ignorati, privati della storia ufficiale, che è sempre quella dei vincitori“.

