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Lavorare da casa: sì o no?

Il cosiddetto smart working prende sempre più piede anche nel nostro Paese: nel 2018 anche i dipendenti pubblici lo sperimenteranno

Nell’epoca della tecnologia di ultima generazione, in cui i mezzi di comunicazione sono diffusi in maniera capillare, lo smart working prende sempre più piede. Lavorare da casa oggi non è un miraggio, anzi. Sempre più aziende, anche in Italia, optano per la nuova forma di “lavoro intelligente” consentendo ai dipendenti di poter svolgere le proprie mansioni anche comodamente da casa o da altro luogo, insomma “da remoto”. E dal 2018 anche i dipendenti statali avranno la possibilità di sperimentare questa nuova forma di lavoro.

In Italia numerose aziende stanno guardando con favore allo smart working e ora anche i lavoratori del Demanio avranno questa opportunità. Dopo l’approvazione della legge sul lavoro agile firmata a metà 2017 in Italia il fenomeno dello smart working è in vertiginoso aumento: nel 2017 è cresciuto del 14% rispetto al 2016 e del 60% rispetto al 2013, secondo i dati dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano. Nei dipendenti si riscontra una maggiore soddisfazione per il proprio lavoro e un significativo miglioramento delle loro competenze digitali (oltre a una migliore qualità della vita visto che si è calcolato un risparmio in media di 40 ore l’anno di spostamenti); l’azienda inoltre abbassa drasticamente i costi di gestione. In tal modo inoltre si combatte l’assenteismo e si aumenta la produttività fino al 15% per ogni lavoratore, per un totale di benefici che si misura in 13,7 miliardi di euro.

E infatti il 36% delle grandi imprese ha messo a punto progetti che mirano a far lavorare i propri dipendenti da casa, percentuali che si abbassano drasticamente quando si parla di piccole e medie imprese, rispettivamente al 7 e al 5%.

Sebbene siano sempre di più i progetti che mirano allo smart working, secondo l’Osservatorio «quel che si vede è solo la punta dell’iceberg: sono ancora pochi i progetti di sistema che ripensano i modelli di organizzazione del lavoro e estendono a tutti i lavoratori flessibilità, autonomia e responsabilizzazione». Con i mezzi odierni infatti lo smart working è una risorsa sia per i datori di lavoro, sia per i dipendenti, ma non tutti riescono ancora a cogliere con tempestività l’occasione.

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