La pizzeria italiana al confine con l’Antartide
Si trova nella punta più estrema del Cile ed è gestita da un ragazzo napoletano e la moglie argentina.
Napoli Pizzeria Italiana, un nome tanto semplice quanto funzionale per la pizzeria gestita dal giovane Carmine Esposito e la moglie, Romina.
Lui, pizzaiolo figlio di un pizzaiolo, arriva dalla periferia di Napoli e dopo aver lavorato come dipendente in una delle tante pizzerie del Regno Unito ha deciso di aprire la sua pizzeria alla punta estrema del Cile, non molto lontano dai ghiacci del Polo sud.
A Puerto Natales Carmine ci è arrivato per amore della sua consorte argentina, che proprio lì trascorreva le vacanze da piccola.
Carmine e Romina sono stati dei veri e propri pionieri: “qui giù, tra i residenti intendo, molti non conoscevano nemmeno molto bene i confini del nostro Paese. Figuriamoci la pizza”, racconta Carmine.
Se da un lato la mancata conoscenza della pizza ha scatenato la curiosità degli abitanti del posto, dall’altra i due giovani si sono trovati ad dover “educare” i loro potenziali clienti al nuovo gusto. Per questo, insieme al primo piatto che hanno proposto, una pizza tradizionale napoletana, hanno scelto un nome per il locale che fosse quanto più esplicativo possibile.
E da quest’idea è nata “Napoli Pizzeria Italiana”.
“Abbiamo iniziato con poche ricette, ma fatte bene, e abbiamo ampliato nel tempo la nostra offerta. Oggi proponiamo anche un po’ di cucina, sempre italiana, ovviamente”, racconta Carmine, che definisce le sue ricette “fusion”: la maggior parte dei prodotti, come ad esempio il pomodoro, arrivano direttamente dall’Italia, altri invece sono tipici argentini.
Tra le pizze più richieste quella “alla napolitana” (cotto, olive verdi e pomodoro) e “alla vegetariana” (salsa di pomodoro, mozzarella, basilico, peperone dolce, pomodoro pelato, più una crema di prezzemolo e avocado), ma anche la “pizza con carne di guanaco”. “Era un accostamento – con pomodoro e mozzarella – che qui in zona già si usava, ma la cucinavano seguendo ricette troppo pesanti. Ho introdotto dei cambiamenti nella ricetta, prima di portarla a tavola sulla mia pizza: prima marino la carne, poi la cuocio in padella per metà e finisco la cottura nel forno, sul disco di pasta”. Un sapore forte, ma molto apprezzato!

