La Basilica di San Pietro: un gioiello cui hanno lavorato artisti come Michelangelo, Bernini, Bramante e Raffaello
Il 18 novembre 1626 fu consacrata la Basilica Vaticana: ecco un po' di storia della chiesa più grande del mondo.
Oggi ricorre un anniversario molto particolare per la storia della cristianità e di Città del Vaticano: il 18 novembre 1626 papa Urbano VIII Barberini consacrava finalmente la Basilica di San Pietro. Si trattò di una giornata storica visto che l’inizio dei lavori della Chiesa avvennero circa 120 anni prima (il 18 aprile 1506) e, sebbene all’epoca non erano ancora presenti tutti gli affreschi al suo interno e la suggestiva piazza con il colonnato, la Chiesa celebrò in pompa magna l’evento.
In tantissimi lavorarono alla costruzione e all’abbellimento della Basilica di San Pietro: tra le tante firme importanti citiamo Michelangelo, Bramante, Raffaello e Bernini. «Tutto è grandioso nella basilica di San Pietro. Qui ragioniamo in ettari: uno di mosaici, due di pavimentazioni, oltre tre di stucchi. Le mura perimetrali sono spesse ben 9 metri» sottolinea il cardinale Angelo Comastri, a capo della Fabbrica di San Pietro, l’organo creato dalla Santa Sede per la conservazione e la manutenzione della Basilica e delle sue opere.
Il primo architetto ad occuparsi della Basilica fu il Bramante che all’inizio demolì una grande e antica basilica del IV secolo per creare qualcosa di ancora più maestoso. Dopo la sua morte si avvicendarono numerosi architetti nella sovrintendenza dei lavori, oltre agli artisti che vi lavorarono che vengono ricordati in tutto il mondo per le loro bellissime opere. Uno su tutti Michelangelo Buonarroti che creò la sua prima “Pietà” e infine, ormai 72enne, fu incaricato come architetto per proseguire i lavori. Fu sul suo progetto originale della cupola che venne costruita quella attuale, che venne ultimata da Giacomo Della Porta e Domenico Fontana solo dopo la sua morte. All’inizio del ‘600 poi papa Paolo V Borghese decise di prolungare la chiesa fino ai cancelli del portico e poi toccò a Bernini ultimare i lavori all’interno.

