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Il violino? Voleva imitare la voce umana. Arriva la conferma

I primi liutai Stradivari e Amati progettavano le loro opere per cercare di imitare la voce umana, lo dice una ricerca scientifica.

Il violino è uno degli strumenti più apprezzati di sempre. Nella storia della musica se ne hanno le prime testimonianze nel XVI secolo e da allora la sua magia è arrivata incontrastata fino ai giorni nostri. E ora, secondo una nuova ricerca scientifica, pare proprio che i primi violini venissero costruiti per cercare di imitare la voce umana.

L’esperimento, pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze Italiane, è stato portato avanti dal team di Hwan-Ching Tai della National Taiwan University che ha studiato nel dettaglio le qualità acustiche dei violini. Gli studiosi hanno così confrontato le scale musicali di 15 violini datati, che sono stati suonati da musicisti professionisti al Museo Chimei di Taiwan, con le vocalità di 16 uomini e donne che avevano un’età compresa tra 16 e 30 anni.

Dall’analisi dei timbri è emerso che un violino del 1570 di Andrea Amati e uno del 1560 di Gasparo da Salò avevano delle frequenza basse, molto simili a quelle di un baritono e quindi facilmente collegabili alla voce di un uomo. I violini di Stradivari invece hanno fatto registrare frequenze più alte, più inclini a quelle di una voce femminile.

Questa curiosa ricerca potrebbe spiegare per quale motivo i famosi liutai italiani del XVI secolo sono ancora oggi tra i più apprezzati nel mondo, proprio perché essi costruivano violini ispirandosi alle tonalità della voce umana. Secondo molti musicisti infatti questi violini sono particolari (e preziosissimi) proprio per i loro toni unici.

Ching Tai sta cercando da diversi anni di trovare tutti i segreti degli antichi violini italiani: qualche tempo fa ha anche scoperto che Stradivari soleva conservare il legno in modo assai originale così da donare al violino incredibili proprietà acustiche. Il procedimento consisteva nel mettere il legno d’acero in una soluzione di calcio, rame, sodio, zinco, potassio e alluminio così che questo interagisse con i minerali facendo cambiare l’acustica.

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