Dopo aver conquistato il mondo con la sua cucina nel 2025, l’Italia torna a far parlare di sé con tre nuove, affascinanti candidature al patrimonio immateriale dell’UNESCO. A sceglierle, la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO insieme al Ministero della Cultura: un tris che profuma di tradizione, bellezza e identità.
Protagonista assoluto è il presepe, molto più di una decorazione natalizia: una vera forma d’arte che intreccia creatività, artigianato e spiritualità. Non a caso, questa candidatura internazionale (con Spagna e Uruguay) arriva nell’anno simbolico degli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, il santo che diede vita a questa tradizione senza tempo.
Poi c’è il fascino avvolgente della Valpolicella, zona collinare veronese, dove il rito dell’appassimento delle uve diventa poesia da degustare. È conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini pregiati, come l’Amarone, il Valpolicella Classico, il Ripasso e il Recioto. Qui il vino non è solo prodotto, ma racconto: di territori, di mani esperte, di un sapere tramandato che trasforma il tempo in eccellenza.
Infine, lo charme autentico delle Alpi: l’Italia si unisce a Svizzera, Francia e Slovenia per celebrare il patrimonio alimentare alpino. Un mosaico di sapori, rituali e tradizioni che raccontano la montagna come luogo di cultura viva e condivisa. Tre candidature per l’Italia, un unico filo conduttore: trasformare la tradizione in un’esperienza contemporanea, capace di incantare il mondo. Perché il Belpaese, ancora una volta, non esporta solo cultura, ma stile.
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