Il Premio Nobel per la Pace a medici e infermieri in lotta contro il virus
Assegnare il Nobel per la Pace al personale sanitario che sta combattendo l'epidemia: ecco la proposta che sta accogliendo consensi perché «sono loro i vincitori morali del 2020. È giusto che diventino anche i vincitori effettivi».
Assegnare il Premio Nobel per la Pace a medici e infermieri, che stanno combattendo la battaglia contro l’epidemia da Coronavirus. E’ questa la proposta che circola in rete già da qualche tempo. E le petizioni on line si moltiplicano, tanto che anche numerosi esponenti delle forze politiche italiane sostengono quest’idea.
E’ innegabile infatti lo sforzo grandioso e insieme commovente di tutto il personale sanitario che, fedele al giuramento di Ippocrate, si prodiga senza sosta per salvare i pazienti. E già numerosi medici e infermieri in prima linea sono caduti, colpiti dallo stesso male che stavano combattendo. Premiare con il Nobel una categoria che sta offrendo un esempio tanto coraggioso di onestà umana e professionale sembra il riconoscimento simbolico migliore per ricordare il valore di quanti, tra personale in servizio, giovani neolaureati corsi a dare il proprio contributo e professionisti già in pensione tornati in corsia, sta gettando il cuore oltre l’ostacolo per salvare quante più vite umane possibile.
Le candidature per il Nobel si sono chiuse il 31 gennaio di quest’anno, ma la richiesta adesso è che si riaprano per poter inserire il personale sanitario
Una proposta in tal senso è stata lanciata sulla piattaforma Change.org dall’associazione Still I Rise: «Le candidature al Premio Nobel si sono chiuse lo scorso 31 gennaio. Ma oggi, in via eccezionale, noi chiediamo al Comitato del Nobel di riaprirle per loro. Candidiamo il personale sanitario del mondo al Premio Nobel per la Pace 2020. I medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, i paramedici, i tecnici, i ricercatori, gli operatori telefonici, gli inservienti, i volontari, i farmacisti e i medici di base stanno rischiando la loro vita per noi ogni giorno. Lavorano in reparti di terapia al collasso, hanno strumenti e protezioni inadeguati, e a volte cadono vittime del virus loro stessi. Uno dei cofondatori di Still I Rise, Nicolò Govoni, è stato nominato al Premio Nobel per la Pace quest’anno. Ma noi pensiamo che il personale sanitario mondiale lo meriti di più. Sono loro i vincitori morali del 2020. È giusto che diventino anche i vincitori effettivi».
(Photo by Luis Melendez on Unsplash)

