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Radio Monte Carlo Articoli News I selfie ci rovinano i momenti della nostra vita, lo dice la scienza

I selfie ci rovinano i momenti della nostra vita, lo dice la scienza

Un nuovo studio ha messo in relazione la passione per i selfie con le emozioni e i ricordi. Chi si astiene dal fare le foto si gode un’esperienza migliore.

Se anche voi amate i selfie, fate attenzione perché secondo un nuovo studio fare troppe foto ci rovinerebbe i bei momenti della nostra vita. La ricerca, pubblicata sulla rivista di settore Psychology & Marketing, ha messo in evidenza la mania dei selfie con le emozioni e i ricordi. Se si è distratti dai selfie o si cerca sempre di fare lo scatto perfetto ecco che i nostri ricordi tendono inevitabilmente a svanire. «Tendiamo a ricordare di meno le cose che abbiamo fotografato» fanno notare gli esperti. In altre parole se viviamo un’azione mediata dallo smartphone, alla ricerca del selfie, dimentichiamo «la natura instrinseca dell’esperienza stessa. E può contaminarne il ricordo» sottolinea Gia Nardini, professoressa di marketing al DCB di Denver e autrice dello studio.

Se durante un concerto, la recita dei vostri figli, o una partita allo stadio si è sempre a fare foto e selfie non si vivrà a pieno il momento stesso dell’evento e in tal modo, con il tempo, dimenticheremo dove ci trovavamo e cosa è successo. Oggi, grazie agli smartphone e ai social network come Instagram, fare una foto è fin troppo facile. Siamo dunque facilitati e incoraggiati a scattare foto di continuo, intasando la memoria digitale dei nostri device. Secondo la ricerca chi fa tante foto dimentica ciò che ha fotografato, cioè la reale esperienza del momento.

Chi ha avuto il piacere di utilizzare in passato una macchinetta fotografica con il rullino sa quanto è importante scegliere il momento esatto per fotografare. Prima non si potevano scattare selfie di continuo e si operava una scelta razionale. Oggi invece gli smartphone hanno completamente deviato questo meccanismo portandoci a scattare foto continuamente, anche superflue.

Nardini ha spiegato che «in uno studio del 2013 si è visto che se si chiede a un gruppo di persone in visita a un museo di fotografare 15 statue e di guardarne soltanto altre 15, il giorno dopo ad essere ricordate da più persone sono le 15 statue non fotografate».

Nello studio pubblicato su Psychology & Marketing sono state condotte analisi sul comportamento di 152 studenti. È stato fatto vedere loro un video con meduse e serpenti e il gruppo è stato diviso in due: da una parte coloro che dovevano guardare il video, dall’altra coloro che dovevano scattare foto durante la visione. Il primo gruppo ha avuto un tasso di gradimento del 72,6%, maggiore visto il 63,8% fatto registrare dal secondo gruppo.

Insomma i selfie e gli smartphone ci stanno facendo perdere il coinvolgimento nelle cose, stanno appiattendo le nostre emozioni facendocele vivere con distacco. E in tal modo si indeboliscono i ricordi.

Proviamo allora a fare meno selfie e a viverci al meglio i momenti che la vita ci regala.

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