I libri nel congelatore: ecco l’iniziativa Frozen Books
Libri nei freezer dei supermercati per incentivare la lettura
I libri sono cibo per la mente e negli ultimi anni il rapporto tra lettura e consumo quotidiano si è fatto sempre più fluido, fino a raggiungere forme inedite e sorprendenti. È in questo contesto che si inserisce “Frozen Books”, l’ultima iniziativa di una catena della grande distribuzione organizzata, che porta i libri direttamente nei freezer dei supermercati, trasformando il reparto surgelati in uno spazio dedicato alla cultura.
L’idea è semplice quanto efficace: intercettare i lettori, e soprattutto i non lettori, fuori dai contesti tradizionali come librerie e biblioteche, inserendo i libri in uno degli ambienti più frequentati della quotidianità. Tra pizze e verdure surgelate, i clienti possono così imbattersi in una selezione di classici e opere contemporanee, organizzate per temi come amicizia, relazioni, cambiamento o nostalgia.
Una modalità espositiva che rompe le abitudini e invita alla scoperta, trasformando un gesto ordinario come fare la spesa in un’occasione di incontro con la narrazione. Non è la prima volta che accade: già nel 2022 la stessa catena di supermercati aveva lanciato l’iniziativa “Hungry of Culture”, portando titoli come “Moby Dick” di Herman Melville e “La fattoria degli animali” di George Orwell tra gli scaffali dei prodotti freschi. Nel 2024, invece, con “Good To Read Packs”, aveva inserito brani letterari sulle etichette dei prodotti, continuando a esplorare il legame simbolico tra nutrimento fisico e nutrimento culturale.
Ora è il tempo di “Frozen Books” che sviluppa ulteriormente questa metafora: i libri diventano “cibo” essenziale per la crescita personale, storie “congelate” che conservano intatto il loro valore nel tempo e possono essere “consumate” in qualsiasi momento della vita. L’iniziativa assume un significato ancora più rilevante se letta alla luce dei dati recenti sul mercato editoriale italiano. Secondo l’Associazione Italiana Editori, nel 2025 si è registrato un calo del 3% nelle copie vendute nei canali classici, con una flessione particolarmente marcata proprio nella grande distribuzione organizzata. In questo scenario, portare i libri nei luoghi del consumo di massa rappresenta un tentativo concreto di contrastare la contrazione della domanda, avvicinando nuovi pubblici alla lettura, senza volersi sostituire alle librerie, che restano luoghi magici.

