Vai al contenuto
Radio Monte Carlo Articoli News Giornata Mondiale della Radio: tutto il fascino di un mezzo sempre al passo con i tempi

Giornata Mondiale della Radio: tutto il fascino di un mezzo sempre al passo con i tempi

Nata nel 1897, la radio è più giovane e proiettata nel futuro che mai. E il World Radio Day è l'occasione per festeggiarla in tutto il mondo

Sopravvissuta all’avvento della televisione e di internet, invece di soccombere ha saputo cavalcare i nuovi mezzi: per sopravvivere in chiave più moderna, al passo coi tempi. Alzi la mano chi ascolta ancora la radio in casa, attraverso un apparecchio tradizionale. Ormai è tutto uno streaming, un podcast, una fruizione in auto tramite dab, una ricerca su canali tv satellitari, un approccio via social…..eccetera, eccetera.  

La radio è nata sotto il segno del Cancro: Guglielmo Marconi ne depositò il brevetto il 2 luglio 1897. Eppure, la sua festa cade in Acquario: il 13 febbraio ricorre il ‘World Radio Day’, giornata che ne celebra l’importanza come mezzo di intrattenimento e informazione. Perché questa data? E’ stata una scelta dell’Unesco: quel giorno si tenne la prima trasmissione targata Nazioni Unite. Era il 1946, e il mondo era uscito dalla guerra solo 5 mesi prima.  

Per restare in Italia (se non altro, in onore del suo inventore) tutto cominciò il 6 ottobre 1924: la prima voce ad andare in onda fu quella di Maria Luisa Boncompagni. Questo l’annuncio, liberato nell’etere alle 21: “Unione Radiofonica Italiana, stazione di Roma Uno, trasmissione del concerto inaugurale”. Una storia nazionale di 87 anni, che nel frattempo ha visto nascere e proliferare l’emittenza privata e quella su web.  

Mille i motivi per amare questo strumento, resistente al tempo e alle mode: motore di conoscenza, volano di socializzazione, simbolo di appartenenze culturali. Li hanno raccontati: libri e film, mostre e documentari, testimonianze di ogni genere.   

Ma ce n’è uno, che spicca su molti altri. La radio ha garantito l’accesso delle masse al repertorio musicale. Oggi è un’acquisizione scontata, ma non è stato sempre così. Una volta, la musica di livello era patrimonio di pochi: fruibile a teatro, in occasioni di élite. La gran parte della popolazione ne era esclusa. Grazie alla radiofonia, e a tutti i supporti che sono seguiti, la diffusione dei generi divenne fenomeno dilagante: mai più arrestatosi. Se oggi il pianeta pulsa al ritmo delle 7 note in ogni suo angolo più sperduto, lo si deve all’intuizione rivoluzionaria di un 23enne bolognese. 

E allora l’augurio è che questa festa possa aggiungere tante di quelle candeline, da provocare un falò: come quello sempre vivo nei cuori di chi non sa fare a meno di questa signora, di quasi 124 anni. 

(Foto Getty Images)

 
 

Foto

Video