Estate e vacanze al mare: fare il bagno sarà possibile?
Nella speranza sempre più viva di poter trascorrere almeno qualche giorno al mare, ci si chiede se fare il bagno sia pericoloso. E intanto si parla di apparecchi per misurare e insieme disinfettare mani e piedi in spiaggia!
L’estate sta arrivando. E con lei anche la fase 2, quella di convivenza con il virus. Tutti noi non vediamo l’ora di andare al mare e tornare alla nostra vita di sempre. Qui, una domanda nasce spontanea: possiamo fare il bagno? È pericoloso nuotare al mare? E in piscina? L’Istituto Superiore di Sanità e il ministero della Salute, con la consulenza della Società Nazionale di Salvamento, stanno capendo come sarà possibile andare al mare senza alcun rischio di contagio. Al vaglio, un piano che poi dovrà essere validato dalle Istituzioni.
Innanzitutto, bisogna dire che il bagno al mare non è pericoloso. Il virus in acqua perde velocemente la sua carica virale e le correnti lo portano presto via lontano da noi. Il problema, come lo è stato fino adesso, è la trasmissione uomo-uomo. Per questo, in linea di massima, anche in spiaggia si dovranno rispettare le stesse regole di sicurezza che si osservano in città.
Il medico Alfredo Rossi, direttore sanitario della Società Nazionale di Salvamento, spiega: “Il virus è presente a livello critico solo nelle aree marine adiacenti allo sversamento e nelle acque reflue di scarichi organici a causa della trasmissione fecale, proprio come succede per altri virus e batteri“. Nessun problema, quindi, per l’acqua del mare. L’RNA del virus è stato trovato all’interno delle acque reflue dopo una ispezione della rete fognaria di Roma e Milano. Ma come conferma Luca Lucentini, direttore del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute dell’Iss, “aver trovato RNA virale, che quindi non necessariamente rappresenta un virus infettivo, nelle acque di scarico è un risultato che non sorprende e non implica alcun rischio per la salute umana“.
La metodo di contagio in acqua è uguale a quella in terra, ovvero la trasmissione può avvenire tramite starnuti e tosse. Ecco la conferma da parte di Alfredo Rossi: “In acqua la trasmissione virale da un individuo portatore a uno sano non avviene attraverso l’acqua stessa, ma attraverso l’aria espirata e il contatto umano qualora i due nuotatori si trovassero troppo vicini. Una persona infetta infatti può rilasciare il virus nella fase espiratoria mentre nuota. Ma è molto probabile che il virus non sopravviva perché la carica virale si disperde velocemente grazie anche all’azione delle correnti, dei raggi ultravioletti e grazie alla salinità dell’acqua che crea per il virus un ambiente sfavorevole. Il mare ha un potere auto depurante enorme“.
Sarà possibile farsi un bel bagno, dunque, ma bisogna anche qui rispettare la distanza di sicurezza.
Per quanto riguarda la piscina, invece, come regolarsi? Il cloro, contenuto nell’acqua delle piscine, è un viricida. Quindi, anche qui non ci sono problemi di trasmissione attraverso l’acqua. Come al mare, bisogna però fare attenzione al contatto umano. L’ingresso in vasca dovrà essere contingentato e, a differenza del mare, solo poche persone alla volta potranno farsi il bagno.
Un altro punto importante è la questione del salvataggi. I soccorritori sono necessari, sia al mare che in piscina, come comportarsi, quindi, se c’è bisogno di loro in acqua? “Il bagnino è una figura irrinunciabile – dice Alfredo Rossi – ma va tutelato. Per questo è auspicabile che tutto il personale sia periodicamente testato con test sierologici e tamponi e dotato di attrezzatura adeguata come il pallone di AMBU per le manovre di rianimazione o la pocket mask che evitano il contatto diretto con il soggetto da rianimare. La ventilazione è cruciale negli annegamenti e non ci si può rinunciare“.
E per quanto riguarda i giochi, i tuffi, le attività ludiche sulla spiaggia? Anche queste sono irrinunciabili, ma quest’anno dovremo stare più attenti perché dobbiamo comunque rispettare le regole del distanziamento sociale. Al vaglio ci sono, infine, le misure di sicurezza per i lidi: si parla di ombrelloni distanti, ingresso contingentato, gel disinfettante a disposizione dei bagnanti in dotazione in tutti gli stabilimenti della penisola.
Intanto, una start up veneziana, Sunrise, ha lanciato “Spray For Life”, il primo dispositivo che mette insieme un termoscanner per misurare la febbre e due apparati per disinfettare per mani e piedi in spiaggia.
(Foto Getty Images)

