E’ la qualità dell’aria il filo che lega Wuhan all’Italia: c’è un nesso tra latitudine, smog e temperatura
I ricercatori stanno cercando delle correlazioni tra tutte le città più colpite dal virus.
L’emergenza Coronavirus non si ferma. Come non si fermano le ricerche che studiosi e scienziati stanno facendo per capire se ci sono correlazioni tra i vari focolai, a partire da Wuhan, fino ad arrivare all’Iran e alle capitali europee, Italia compresa. In tutti questi posti si sono riscontrate anomale analogie, che possono far riflettere circa la logica del contagio. Latitudine, temperature, umidità e livelli di inquinamento sono i sospettati principali. Il tutto viene spiegato alla perfezione da questo grafico elaborato dall’università del Maryland.
Researchers Predict Potential Spread and Seasonality for #COVID-19 Based on Climate Where Virus Appears to Thrive Maps of Outbreaks Indicate Virus Spreads More Easily in Cold, Damp Climates https://t.co/wJAduLhCxn pic.twitter.com/Itbie6wnW6
— U MD School of Med (@UMmedschool) March 12, 2020
Le aree più colpite, oltre alla Cina, sono il Nord Italia (con 25mila contagi), la zona di Qom in Iran, Corea del Sud, Tokyo, Seattle, Londra, Parigi, Madrid. Questi posti sono collegati da un filo invisibile, che metterebbe in risalto come il clima e il virus siano in relazione. Gli studi che si stanno svolgendo in questo senso mirano a capire perché il Covid-19 sta attaccando in maniera forte alcune zone e, di conseguenza, l’obiettivo è quello di comprendere come potrebbe evolversi per correre ai ripari il prima possibile.
La latitudine è un dettaglio importante. Tutte le città più colpite dal Coronavirus si trovano in una fascia compresa tra 30 e 50 gradi a Nord. Per quanto riguarda, invece, la temperatura, le zone rosse al momento della diffusione dell’epidemia avevano tra 5 e 11 gradi centigradi. Questo spiegherebbe perché le zone più fredde, come la Russia ad esempio, sono attualmente meno colpite. Bisogna fare attenzione però: queste aree più fredde potrebbero avere problemi quando il clima sarà più mite. Vale lo stesso discorso per il livello di umidità registrato, tra il 67 e l’88 per cento.
Queste, è bene specificarlo, sono solo ipotesi, anche se tutto sembra combaciare alla perfezione. Un altro parametro fondamentale nella diffusione del virus è la qualità dell’aria. A Milano, ad esempio, negli ultimi mesi il PM10 ha raggiunto livelli allarmanti, superando i 50 microgrammi per metro cubo di aria. Così come Wuhan, che è una grande metropoli con molto smog. La buona notizia è che con la quarantena e lo stop delle attività commerciali si sta registrando una notevole diminuzione dell’inquinamento e questo è senza dubbio un bene per bloccare la diffusione del virus.
(Foto Getty Images)

