Dagli Stati Uniti i guanti che traducono la lingua dei segni
Due studenti universitari rivoluzionano il mondo della comunicazione
Due studenti del secondo anno della University of Washington hanno vinto il prestigioso Lemelson-MIT Student Prize – assegnato ogni anno a universitari che abbiano risolto problemi comuni con l’ausilio della tecnologia – per aver inventato un paio di guanti che traducono il lingua dei segni in testo o discorso.
Si chiamano “SignAloud” e funzionano grazie a sistema di sensori che registrano la posizione e i movimenti delle mani e inviano i dati via Bluetooth a un computer centrale che, confrontando i dati ricevuti, emette la parola o la frase attraverso un microfono. L’invenzione, concepita inizialmente per la comunità dei non udenti, potrebbe essere utile anche per monitorare i pazienti affetti da ictus durante la riabilitazione, ma anche per il controllo della gestualità negli esperimenti di realtà aumentata.
“Il nostro obiettivo nello sviluppare questi guanti era di offrire un ponte, facile all’uso, tra parlanti della Lingua dei Segni Americana e il resto del mondo”, ha detto Navid Azodi, uno dei due inventori. “Inizialmente l’idea fu stimolata dai nostri interessi comuni nel campo dell’invenzione e del problem solving ma in seguito, guidati dalla convinzione che comunicare sia un diritto umano fondamentale, l’abbiamo adattata per renderla più accessibile a un pubblico più ampio”.

