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Radio Monte Carlo Articoli News 10 luoghi nel mondo che rischiano di scomparire. C’è anche l’Italia

10 luoghi nel mondo che rischiano di scomparire. C’è anche l’Italia

Ci sono anche località italiane tra i patrimoni naturali dell’umanità che rischiano di scomparire.

Secondo il New York Times, entro il 2050 l’innalzamento del livello del mare inonderà il 17% della terra e sfollerà circa 18 milioni di persone.

In questi giorni, i roghi che stanno interessando diverse zone tra cui l’Amazzonia e la Siberia stanno tenendo impegnata l’opinione pubblica, ma non sono i soli patrimoni naturali del nostro pianeta che rischiano di scomparire a causa dei cambiamenti climatici. 

Il sito americano Mother Nature Network ha rileva i 10 luoghi nel mondo per i quali il rischio è superiore a tutti gli altri

La Grande barriera corallina

L’aumento delle temperature oceaniche, l’inquinamento delle acque, l’acidificazione degli oceani e i cicloni che colpiscono continuamente la scogliera hanno causato lo sbiancamento di massa dei coralli.

Uno spettacolo naturale che ha impiegato 8mila anni per crearsi, ma che potrebbe scomparire nel corso di una generazione.

Glacier National Park 

Il Parco nazionale dei ghiacciai è un parco nazionale del Montana, negli Stati Uniti. 

Dei 150 ghiacciai sparsi nel Glacier National Park fino ad un centinaio di anni fa, ne rimangono solo 39 e si prevede che anche questi scompaiano entro il 2030.

Il riscaldamento globale ne ha infatti già ridotto le dimensioni dell’85% dal 1966, secondo i dati diffusi dall’US Geological Survey e dalla Portland State University.

Venezia

Lo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente aumento dell’acqua di mare è uno dei grandi problemi che Venezia deve affrontare, ma non è l’unico.

La città sprofonda di circa 2 millimetri all’anno a causa dell’eccessivo pompaggio delle acque sotterranee. A questo ritmo, nei prossimi 20 anni il livello del suolo di Venezia potrebbe scendere di 8 centimetri rispetto al mare.

Deserto del Sahara

La sua superficie è aumentata del 10% nell’ultimo secolo, sia a causa del cambiamento climatico provocato dall’uomo, sia sotto la spinta di meccanismi naturali. 

Il problema riguarda anche i molti altri deserti presenti sulla Terra, che con il loro avanzare rischiano di far scomparire molte aree che finora non erano desertiche, costringendo migliaia di persone a diventare profughi.

Maldive

La Repubblica delle Maldive, nell’Oceano Indiano, è il paese più basso del mondo, con un livello del suolo naturale massimo di 2,3 metri e una media di soli 1,5 metri sopra il livello del mare.

Il mare si dovrebbe alzare di circa mezzo metro entro il 2.100, mettendo a rischio l’esistenza di tante piccole isole, compresa l’isola della capitale Malé.

Patagonia

Molti dei suoi 50 ghiacciai si stanno costantemente ritirando a causa dell’aumento delle temperature e del calo delle precipitazioni e luoghi spettacolari e innevati fino a qualche anno fa, oggi sono privi di neve.

Bangladesh

Metà Bangladesh rischia di essere allagato se il livello del mare dovesse aumentare di un solo metro.

Il paese si trova inoltre al centro della cintura dei monsoni: ogni anno inondazioni, cicloni tropicali, tornado e maree si abbattono con risultati disastrosi.

Tundra d’Alaska

Il riscaldamento globale riscalda l’Artico due volte più velocemente del resto del mondo.

Man mano che il permafrost della tundra si scioglie, non solo altera drasticamente l’ecosistema, ma rilascia anche carbonio aggiuntivo, paradossalmente contribuendo ad accelerare il riscaldamento globale.

Australia meridionale

L’Australia è una delle dodici nazioni biologicamente più diverse al mondo, ma anche uno dei continenti più aridi.

Le forniture di acqua dolce si stanno rapidamente prosciugando e l’inaridirsi di intere regioni aumenta gli incendi, minacciando l’agricoltura, la fauna selvatica e centinaia di case.

Alpi

Ogni anno si perde circa il 3% del ghiaccio, e si prevede che, a causa del riscaldamento climatico, entro il 2050 i famosi ghiacciai saranno scomparsi.

Secondo il National Geographic, la perdita di questo ghiaccio cambierebbe la fornitura di acqua potabile e di irrigazione, porterebbe più rocce in caduta e paralizzerebbe l’industria europea dello sci.

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