The Shed: lo spazio culturale iper-tech da vedere assolutamente a New York
L'edificio è dotato di una parte mobile che si adatta alle esigenze degli artisti.
Tra i grattacieli del nuovo West Side di Manhattan è stato inaugurato pochi mesi fa uno degli edifici più avveniristici di New York. È stato chiamato “The Shed“, con un chiaro riferimento ai capannoni industriali, ma è uno spazio culturale iper-tech. Il sogno proibito di ogni architetto.
All’edificio si accederà in occasione di eventi artistici e culturali, ma anche per prove e studi per artisti. Si tratta di un centro d’arte no-profit e indipendente, le cui opere vengono commissionate ad artisti impegnati nelle più svariate discipline: dalle arti performative a quelle visive, senza distinzione tra artisti emergenti ed affermati o tra arti alte e basse. E tale varietà espositiva trova la sua massima espressione in questo spazio che si adatta letteralmente alle esigenze degli artisti.
The Shed, progettato da Diller Scofidio + Renfro, in collaborazione con Rockwell Group, può infatti (in parte) cambiare forma, essendo costituito da una parte fissa su otto livelli e da una mobile. La parte mobile è un vero e proprio guscio di acciaio alto 37 metri che scorre su ruote grazie ad una gru a ponte con movimento orizzontale e va ad inglobare una parte della piazza antistante, creando così un’area coperta di 1600 metri quadri denominata The McCourt. La copertura è realizzata in ETFE (etilene tetrafluoroethylene) e sembra una soffice nuvola: leggera e resistente al vento.
Le operazioni per l’apertura sono piuttosto complesse, pertanto averà soltanto poche volte l’anno e, tempestivamente annunciato per consentire a tutti di assistervi, offrirà un vero e proprio spettacolo ai presenti.
Chissà che non capiti proprio durante il vostro prossimo viaggio a New York!
(Credits photo: GettyImages)

