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Un lavoro tra le stelle

Spazio, ultima frontiera: astronauti cercasi per l'Agenzia Spaziale Europea. Vi sentite pronti?

Fare l’astronauta è il sogno di molti bambini. Oggi è una realtà maggiormente a portata di mano, rispetto agli anni della corsa nello spazio Usa-Urss: se non altro, per la crescita notevole dell’offerta! E veniamo al punto: è online il nuovo bando di concorso dell’Esa. L’Agenzia spaziale europea cerca nuovi esploratori cosmici. Si tratta di tornare sulla Luna e di arrivare su Marte, praticamente nel cortile di casa da un punto di vista astronomico: ma vuoi mettere la soddisfazione? 

Un grande traguardo vuol dire motivazioni super e percorso rigoroso. Innanzitutto, si cercano persone fra i 27 e i 37 anni. Devono aver conseguito una laurea scientifica e padroneggiare perfettamente la lingua inglese. Contare, inoltre, su: adattabilità, eccellente forma fisica, assenza di patologie e di disturbi psichici. Finito? Niente affatto. Ai futuri cavalieri delle stelle vengono richieste anche predisposizione alla socializzazione e alla riflessione, oltre alla capacità di concentrarsi e lavorare in condizioni stressanti estreme. Se poi si conosce anche il russo, è meglio: perché trattasi del secondo idioma ufficiale sulla Stazione orbitante Iss.  

Siete stati tanto bravi da superare la selezione? Qui comincia il bello: vi attende l’addestramento nei centri di Colonia, della Russia e degli Stati Uniti! Previste tre fasi: basica, avanzata e specifica (di missione). In totale, 4 annetti di duro lavoro. Tranquilli, però: il motto è ‘train hard, fight easy’. Vuol dire: allenarsi in condizioni più pesanti, rispetto a quelle che si ritroveranno sul campo. 

E se a qualcuno Luna e Marte sembrassero troppo vicini, fra i lavori previsti per i neoastronauti ce n’è uno che spinge oltre la Via Lattea: per lo meno, idealmente. A ottobre sarà lanciato il ‘James Webb’: telescopio a raggi infrarossi (realizzato in collaborazione con Nasa e Agenzia spaziale canadese) che promette di svelare angoli ancora più sperduti dell’universo, analizzando gli esopianeti infinitamente lontani. 

Insomma, toccare il cielo con un dito è più facile a dirsi che a farsi. Ma se il dito indica la Luna, stavolta il saggio può prenderlo come un suggerimento per farci un bel viaggio. 

(Foto Getty Images)

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