Riapertura: ecco le ipotesi sulla fase 2, tra orari differenziati e distanziamento sociale fino al 2022
Come sarà il nostro futuro prossimo? Lo scenario, secondo gli studiosi di Harvard e le prime ipotesi di riapertura
Riapertura. Fase 2. Sono queste le parole più ricorrenti. Perché già si pensa al periodo successivo all’epidemia da Coronavirus. Che pare non troppo lontano, a giudicare dalla volontà di riaprire in maggio (e dalle iniziative di alcuni paesi europei in questo senso).
Ma come sarebbe lo scenario della fase 2?
Secondo l’ANSA, si pensa a orari differenziati d’ingresso e d’uscita per uffici pubblici, industrie e aziende, per evitare ammassamenti. I lavoratori entrerebbero e uscirebbero così a scaglioni. Sarà anche necessario ripensare il trasporto pubblico. Impossibile riproporre bus e metro affollati nelle ore di punta. Dunque, molte più corse, ma meno passeggeri a bordo. Norme rigide anche per i negozi, con ingressi dilazionati e mantenimento delle distanze interpersonali.
E si torna sempre al distanziamento sociale che, in assenza di vaccini o cure efficaci accertate contro il virus, rimane per ora l’unica arma (insieme ai dispositivi di protezione individuale) contro il virus.
A questo proposito uno studio dell’Università di Harvard, pubblicato sulla rivista Science, ipotizza misure di distanziamento sociale da adottare a intermittenza fino al 2022. Gli studiosi ricordano che ancora molti interrogativi sul COVID-19 sono senza risposta. Il virus diventa meno aggressivo nella stagione estiva? Chi è stato infettato manterrà l’immunità nel tempo oppure no?
Secondo gli studiosi, in uno scenario ottimista sarebbe possibile eliminare il virus, grazie a rigoroso distanziamento sociale e capillari indagini diagnostiche ed epidemiologiche sulla popolazione. Purtroppo l’ipotesi più plausibile vede invece un ritorno del virus come epidemia stagionale, destinata a colpire perché la popolazione non ha ancora sviluppato l’immunità di gregge. Per questo motivo, le misure di distanziamento sociale dovrebbero essere adottate a più riprese, in una sorta di on e off, almeno fino al 2022. Sempre che non si trovino un vaccino o cure efficaci, come tutti ci stiamo vivamente augurando.
(Foto di Free-Photos da Pixabay)

