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Fase 2: la bicicletta ci salverà?

Tra mezzi pubblici da ripensare e massiccio ricorso alle auto personali, la bicicletta potrebbe unire mobilità sicura e tutela dell'ambiente. A patto che... Ecco le proposte

Si parla da giorni di fase 2, di ripartenza e soprattutto di come gestire le inevitabili problematiche che ne verranno.

Tra queste, naturalmente quella relativa agli spostamenti. I mezzi pubblici devono organizzarsi per non diventare involontari veicoli di… contagio. Si parla di meno passeggeri a bordo e corse più frequenti. Ma si teme anche che si verifichi un massiccio ricorso alle auto personali, con grande incremento dell’inquinamento. 

Ecco perché la soluzione potrebbe essere la bicicletta. E non solo per i più che fondamentali motivi ambientali. Sono molti infatti gli studi scientifici sul rapporto tra inquinamento atmosferico e particolare virulenza del COVID-19. Già la Regione Emilia-Romagna ha deciso di incentivare l’uso della bicicletta per recarsi al lavoro e la Onlus FIAB (Federazione italiana ambiente e bicicletta, la rete delle associazioni ciclistiche italiane, a proposito del paventato incremento di polveri sottili causate dalle automobili, ha dichiarato: «Siamo fortemente preoccupati dall’insorgenza di questo fenomeno e la riteniamo una grave sciagura da evitare con la massima cura. Questa situazione è già stata analizzata in altri Paesi e per evitarla si stanno prendendo decisioni utili a gestire questa fase transitoria rafforzando la mobilità alternativa all’auto, sia per la salute personale che collettiva, anche in virtù di una migliore qualità dell’aria, soprattutto in ambito urbano».

Tra le proposte più concrete per favorire l’uso della bicicletta, ci sono la creazione di corridoi per la mobilità di emergenza (bike lane) lungo tutte le principali direttrici urbane e il potenziamento della rete di piste ciclabili. La FIAB propone anche il doppio senso per le bici, le strade residenziali a 10 km/h aperte ai pedoni, i bonus-mobilità per i cittadini per acquistare bici elettriche o abbonarsi a servizi di bike sharing e micromobilità, la promozione dello smart working soprattutto per i pendolari extraurbani e delle consegne a domicilio su bicicletta, la differenziazione degli orari di attività economiche e uffici.

(Photo by Conor Luddy on Unsplash)

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