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Come andremo al cinema, a teatro e al museo dopo il lockdown? Forse così

Una società di Torino ha fatto una simulazione per capire come sarà la nostra vita sociale dopo la pandemia.

La pandemia non è ancora finita, dobbiamo rispettare le misure di sicurezza e limitare il più possibile che la curva epidemiologica torni a salire. In questo momento non facciamo altro che pensare come sarà la nostra vita quando l’emergenza sanitaria sarà terminata. Potremmo andare al ristorante? Se sì, come? E al cinema, a teatro? A vedere una gara sportiva

Una società di Torino, la GAe Engeneering, specializzata nella gestione della Safety, ha fatto una simulazione di come sarà la socialità post Covid-19. Tutto potrebbe cambiare, insomma.

Partiamo dal cinema. Se una sala ha circa 450 sedute, per rispettare le regole del distanziamento sociale si potranno vendere biglietti solo per il 40% dei posti. Si entrerà 2 alla volta e la fila fuori sarà delimitata da un corridoio di tendiflex, separato dal resto della strada. All’entrata, almeno nei primi tempi, ci sarà la necessità di misurare la temperatura corporea. All’interno della sala, le persone dovranno essere distanti 1 metro l’una dall’altra, e per uscire si procederà una fila per volta. Queste regole valgono anche per i teatri, dove bisogna calcolare tutto in base alla capienza della sala, in genere più piccola rispetto a quella dei cinema. 

Per quanto riguarda lo shopping e i centri commerciali, la società ha pensato di creare delle corsie per l’andata e il ritorno dei clienti, in modo da rispettare un senso di marcia e la distanza di sicurezza. Si parla di un percorso segnato, in pratica, che conduce ai vari negozi. L’ingresso sarà ovviamente contingentato. Si prevede una riduzione del 40% dei visitatori.

A molti manca lo sport, non solo farlo ma anche guardarlo. Come di potrà fare dopo il lockdown? Prendiamo, ad esempio, una competizione ciclistica. Si parla di una fase di accesso attraverso una registrazione digitale, in modo da comunicare allo spettatore l’orario in cui può arrivare in modo da non creare assembramenti. Poi si dovrà misurare la temperatura corporea a tutti. Non potranno esserci le folle, quindi si potrebbe pensare di segnare per terra l’area delimitata di ognuno

Anche i musei devono ripartire. In questo caso, l’ingresso sarà contingentato e si stanno studiando dei percorsi monodirezionali per non creare affollamenti. In più, ci sarà un tempo limitato per la visione dell’opera d’arte. Con queste misure, si prevede una riduzione dell’affluenza della metà.

Giuseppe Amaro, che è a capo dell’analisi effettuata, ha spiegato: “Tutte le attività potranno riprendere, ma non si ritornerà al punto di partenza. Le restrizioni che oggi sono avvertite come regole ferree diventeranno una nuova prassi d’uso, supportata dal ricordo mentale. Piano piano sarà più semplice conciliarle con la vita ordinaria. Tenendo anche conto che dobbiamo essere pronti ad altri accadimenti. Per questo, memorizzare l’esperienza significa sorreggere la funzione fondamentale della memoria, che non è tanto quella di ricordare, quanto più quella di prepararci a ciò che potrà accadere, dandoci suggerimenti su come comportaci”. 

(Foto by Mike Petrucci on Unsplash)

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