Fase 2: cosa si può fare davvero
Passeggiate, visite a congiunti, seconde case. Ecco cosa si può e cosa non si può fare. Con una nuova autocertificazione
Con l’avvio dell’attesa “fase 2” c’è un allentamento delle misure: i controlli da parte delle autorità sono meno stringenti, ma allo stesso tempo si chiede ai cittadini maggiore responsabilità.
La distanza di sicurezza e il divieto di assembramento restano misure indispensabili in questa fase delicata per evitare nuovi picchi di contagio. Ma quali sono le regole e le disposizioni che bisogna continuare a rispettare?
Per quanto riguarda l’uso delle mascherine, resta obbligatorio per adulti e minori dai 6 anni in tutti i luoghi chiusi e quando non è possibile rispettare la distanza di sicurezza. In alcune Regioni sono obbligatorie anche all’aria aperta.
Negli esercizi commerciali i dipendenti devono indossare guanti e mascherina e devono essere messi a disposizione dei clienti guanti monouso e gel disinfettante (stessa cosa vale per gli uffici).
L’autocertificazione resta necessaria solo per visite mediche e ai congiunti (indicando il grado di parentela, ma non il nome del congiunto). Per i lavoratori sarà invece sufficiente esibire il tesserino o la lettera dell’azienda.
Le passeggiate sono consentite anche non in prossimità della propria abitazione, ma sempre rispettando le regole di distanziamento e l’uso di dispositivi di protezione personale quando necessario. Si potrà usare la bicicletta per recarsi in ufficio o per svolgere attività motoria e si potrà praticare attività sportiva nei parchi.
Per quanto riguarda gli spostamenti, questi restano ancora limitati alle necessità, alle visite ai congiunti e per motivi di lavoro. Le seconde case possono essere raggiunte solo per interventi di manutenzione e gli spostamenti fuori regione sono concessi solo per tornare al proprio domicilio e, in alcune regioni, al rientro bisogna osservare un periodo di quarantena.

