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Radio Monte Carlo Articoli News Tuo figlio non ti ascolta? Ecco alcuni giochi per tranquillizzarlo

Tuo figlio non ti ascolta? Ecco alcuni giochi per tranquillizzarlo

Dagli Stati Uniti alcuni consigli per insegnare ai bambini come accettare le decisioni dei genitori.

Il concetto di giustizia è fondamentale nell’insegnamento che viene dato ai bambini. Essi, crescendo, tendono a dimenticare con quanta tenacia difendevano il giusto e il vero in tenera età. “Non è giusto” è una frase che ogni bambino dice spesso, rivolgendosi ai genitori o anche ai compagni di gioco. Quando si sente di aver subito un’ingiustizia rispetto agli altri, la frustrazione e l’insoddisfazione sono comportamenti fisiologici, che nei bambini vengono accentuati.

A volte, per i genitori, questo estremo senso di giustizia può essere difficile da gestire. Capita spesso ad esempio che due fratelli siano in competizione e non è semplice trattare i fratelli in egual modo. Si tratta di dinamiche delicate, che però ogni genitore deve bene tenere in considerazione per poter garantire un’educazione paritaria ai propri figli.

Un articolo del New York Times spiega come tranquillizzare il bimbo nei piccoli gesti quotidiani: esistono alcuni giochi che insegnano ai bambini come accettare le decisioni senza polemizzare sulla questione, attività che cercano di aggirare questo estremo senso di giustizia e che mirano ad accontentare tutti:

–       “Io taglio, tu scegli”: è questa la strategia consigliata quando bisogna dividere qualcosa fra due bambini, come per esempio una torta. In tal modo si responsabilizza il bambini che dovrà così scegliere personalmente la “fetta” da prendere.

–       “Questo in cambio di quello”: capita spesso che due bimbi debbano mettere a posto la confusione e il disordine che si creano giocando. L’idea è far raccogliere prima a uno e poi all’altro un oggetto, andando avanti così fino a quando non è tutto in ordine. In modo che nessuno dei due pensi di compiere lo sforzo maggiore.

–       “L’asta“: a volte non è facile stabilire a chi spetti il privilegio di decidere qualcosa, come per esempio scegliere un cartone animato da vedere. Una maniera efficace è mettere all’asta la possibilità di scelta, concedendola a chi si impegna di più in una determinata attività.

Nell’articolo del News York Times si tiene comunque a precisare che, anche utilizzando queste strategie, il bambino potrebbe  avvertire il peso di un’ipotetica ingiustizia. “Non è giusto” spesso è solo una richiesta d’attenzione, dovuta alla sensazione di sentirsi meno amati dell’altro. Anche per i genitori più imparziali non è facile riuscire a convincere il bambino della correttezza delle proprie scelte, bisognerebbe immedesimarsi, provando a spiegarsi nel linguaggio del bambino. Perché in fondo si sa, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo!

Photo credit: Pixabay

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