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Allarme inquinamento: raggiunti livelli record, i peggiori di tutti i tempi

Superata ad aprile la soglia dei 410 ppm di CO2: ora sarà difficile mantenere gli accordi sul clima presi a Parigi.

La sorte del nostro pianeta è sempre più incerta, lo dimostra il fatto che l’aria che respiriamo è ogni giorno maggiormente inquinata e le sostanze tossiche presenti sfiorano livelli mai toccati sinora. È stato registrato, infatti, il 26 aprile scorso all’Osservatorio di Mauna Loa delle Isole Hawaii, un picco nella quantità di anidride carbonica presente nell’aria, che è arrivata a misurare oltre 410 parti per milione (ppm), facendo registrare un nuovo record mondiale con temperature mai rilevate in 50 milioni di anni. La combustione di carbone, petrolio e gas naturali, ancor oggi le principali cause dell’innalzamento della soglia, contribuiscono senza sosta a rendere l’aria sempre più inquinata e irrespirabile, con gravi conseguenze a livello globale.

Alle cause sopra esposte si affianca anche il fenomeno El-niño, ovvero l’oscillazione dei venti che riscalda le acque del Pacifico, influenzando direttamente le perturbazioni nell’area circostante, ma anche causando siccità e inondazioni. Di questo passo risulta complicato mantenere l’accordo di Parigi sul clima stabilito durante la conferenza svoltasi nella capitale francese nel 2015 , con il quale varie nazioni si sono riunite per attuare misure in grado di contenere l’aumento della temperatura entro 1,5-2°. Si viaggia invece ad una crescita di almeno 3 gradi nel lungo periodo, e lo scorso 2016 è stato registrato come l’anno più caldo di tutti i tempi.

La Met Office, agenzia britannica per la meteorologia, prevede lo stabilizzarsi della media sulle 409 ppm, anche se, affermano i ricercatori, indietro non si riuscirà più a tornare: un calo significativo potrebbe presentarsi solo in caso di dimezzamento delle emissioni di gas serra.  

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