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“Frida Kahlo: Making Her Self Up”, a Londra una mostra sulla pittrice messicana

Oggetti personali, il guardaroba, i cosmetici, documenti e fotografie personali della Kahlo per la prima volta esposti fuori dal Messico.

Una figura complessa e particolare quella di Frida Kahlo, la pittrice messicana che ha avuto una vita molto tribolata e che ha lasciato in eredità la sua immensa arte. Quando morì, nel 1954, il marito Diego Rivera decise di murare la stanza dove lui e la Kahlo trascorsero parte della loro vita e per 50 anni quella stanza è rimasta segreta. Solo nel 2004 fu riaperta, portando alla luce tantissimi oggetti legati alla vita dell’artista, tra questi più di 300 oggetti personali, il suo guardaroba, i cosmetici, 12 mila documenti e oltre 6mila fotografie: tutto è stato accuratamente restaurato, catalogato ed è divenuto una collezione esclusiva su Frida Kahlo esposta in Messico.

Ora, per la prima volta, “Frida Kahlo: Making Her Self Up” uscirà dai confini messicani per emigrare a Londra dove, fino al 14 novembre, sarà esposta al grande pubblico. «È un viaggio molto personale attraverso gli oggetti che le sono appartenuti, soprattutto i corsetti che ha dipinto e decorato facendoli sembrare dei capi indossati per scelta. Li includeva nella sua arte e nel suo stile come un elemento fondamentale del suo guardaroba, una seconda pelle» ha spiegato Circe Henestrosa, che ha curato la mostra insieme a Claire Wilcox. I cosmetici poi erano parte integrante della sua vita: la crema Pond’s, il rossetto cremisi di Revlon, gli smalti per le unghie, il portacipria donatole da Helena Rubinstein e i tanti prodotti che utilizzava per rinfoltire le sue iconiche sopracciglia ad ala di gabbiano: «Aveva, e irradiava, una bellezza molto particolare e intrigante. […] Aveva un’abilità particolare nell’applicare il trucco per un look naturale, e ci metteva molto tempo a ottenere quell’effetto. Era sempre truccata e ben vestita, anche se non aspettava visite. Sapeva trasformarsi in una bellezza straordinaria, irresistibile e unica» scrisse Olga Campos, una sua amica. «Il trucco era semplicemente un altro strumento che usava per la costruzione della sua identità. Ogni cosa che faceva, era fatta con estrema accuratezza» ha sottolineato Claire Wilcox.

Gli oggetti, i vestiti e i cosmetici di Frida Kahlo erano parte integrante della sua arte e li utilizzava anche per mascherare i gravi problemi fisici che la affliggevano, «Quando il corpo la piantò in asso, il suo viso divenne la sua tela» continua la Wilcox, che spiega il motivo della mostra: «Frida Kahlo è stata ed è un’icona femminista e della controcultura. Questa mostra offre un eccezionale approfondimento sull’artista, poiché spiega da vicino come ha costruito la propria identità. Una rara opportunità per il pubblico di entrare in contatto con un patrimonio mai visto fuori dal Messico».

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