Charlotte Casiraghi parla del suo libro
"Voler a tutti i costi richiudere la crepa può diventare più pericoloso che cercare di abitarla"
“La fêlure” (La Crepa), il nuovo libro di Charlotte Casiraghi, esplora il concetto di vulnerabilità interiore, identità e cambiamento, superando l’immagine pubblica di Charlotte per indagare le “crepe” dell’anima come varchi di luce.
Uscita a fine gennaio 2026, l’opera non è una confessione autobiografica né un trattato accademico, ma un’analisi filosofica e letteraria. “Questo libro non mira a fornire slogan riparatori su maternità, apprendimento e accettazione, perché”, spiega Charlotte, “voler a tutti i costi richiudere o mascherare la ‘fêlure’ (la crepa) può diventare talvolta più pericoloso che cercare di abitarla”.
Dopo la nascita del suo secondo figlio, nel 2018, Charlotte Casiraghi si è imbattuta in una raccolta di racconti autobiografici postumi di Francis Scott Fitzgerald, ed è proprio a un racconto dello scrittore statunitense che si è ispirata la figlia di Carolina di Monaco e del compianto Stefano Casiraghi.
La perdita del padre, morto in un incidente in mare nel 1990, quando lei aveva quattro anni, riaffiora quando Charlotte confessa di avere investito molto nella scrittura: “da piccola scrivevo su pezzetti di carta. Scrivevo lettere nel mio quaderno quando ero triste o arrabbiata. Ci sono persone che possono perdere qualcuno e non sviluppare questa inclinazione. Per me è diventato uno spazio possibile di espressione. Forse ho avuto la sensazione, molto presto, che attraverso le parole fosse possibile rendere presenti gli assenti”.
“La fêlure” si inserisce nella continuità di un suo attivo impegno per la vita intellettuale. Charlotte Casiraghi, infatti, ha fondato gli Incontri filosofici di Monaco e anima gli Appuntamenti letterari in rue Cambon per Chanel. Nel 2018 aveva già co-firmato il libro “Archipel des passions” con il filosofo Robert Maggiori.
(foto Getty Images)

