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3 grandi opere teatrali di Arthur Miller,il grande drammaturgo marito di Marilyn Monroe

Da “Morte di un commesso viaggiatore” a “Il crogiuolo”, ecco alcune opere immortali dello scrittore che nacque il 17 ottobre 1915 a New York.

In molti lo ricordano per essere stato il terzo marito di Marilyn Monroe dal 1956 al 1961 ma in realtà la fama di Arthur Miller era nota già da prima visto il suo grande successo come drammaturgo. Miller, nato il 17 ottobre 1915 a New York, è infatti uno dei pilastri della letteratura americana, scrittore e drammaturgo che ha dato vita a opere immortali che hanno segnato il dopoguerra. In occasione dell’anniversario della sua nascita, ecco 3 grandi opere teatrali di Arthur Miller.

1. Erano tutti miei figli

Debuttò a Broadway nel 1947 per la regia di Elia Kazan: narra della storia di alcuni borghesi americani che si ritrovano nel giardino di Joe Keller per discutere delle più svariate vicende, dalla guerra mondiale che imperversa al successo imprenditoriale. Quando l’uomo viene accusato insieme al suo socio di aver prodotto delle testate difettose che hanno provocato la morte di numerosi piloti, i due vengono arrestati ma Keller riesce ad addossare la colpa interamente al suo socio. Tornato a casa Keller è sconvolto per il figlio disperso in guerra e quando, dopo 3 anni dall’accaduto, la figlia del socio tradito bussa alla sua porta, sarà tempo di fare i conti con la propria vita. Una tragedia classica «destinata alla gente comune» come disse lo stesso Miller.

2. Morte di un commesso viaggiatore

Sempre per la regia di Elia Kazan, l’opera teatrale andò in scena nel 1949 e si tratta con tutta probabilità della piéce che ha avuto il maggior successo nel dopoguerra. Willy Loman è un commesso viaggiatore tormentato dagli incubi e in combutta con il suo passato. Crede di essere un grande uomo ma in realtà la sua vita è tutt’altro che splendida: la moglie e i suoi figli all’inizio lo credono uomo di grande tempra ma a poco a poco si convincono della sua inconsistenza e cominciano a disprezzarlo, iniziando a darsi a lavori per nulla esemplari. E così Willy si allontana dalla sua casa andando incontro alla morte. Altra tragedia brillante scritta da Miller che in realtà era partito con l’idea di produrre una commedia: Willy è un uomo che insegue il sogno americano ma non riesce mai a raggiungerlo, vittima delle sue paure e di un clima di tensione sociale che non accenna a placarsi.

3. Il crogiuolo

Terza opera teatrale di Arhur Miller, “Il crogiuolo” è molto distante dalla precedenti due: ambientata nel XVII secolo, narra dell’esplosione del fanatismo religioso in un piccolo paese americano piuttosto isolato dal resto del mondo. Feroce critica al maccartismo degli anni Cinquanta, l’opera mette in scena un dramma sociale ispirato alla realtà di tutti i giorni. Come scrisse lo stesso autore «Vedevo uomini consegnare la propria coscienza ad altri uomini e ringraziarli della possibilità che essi gli davano di farlo.»

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