E’ un leone rampante appoggiato a una palma, il premio in argento cesellato a mano che viene consegnato ogni anno al vincitore del Festival di Sanremo e simboleggia proprio la città della nota Riviera dei Fiori. Il suo realizzatore, Cristiano Moschini, vive però a Venezia. E’ una storia che si tramanda da ben tre generazioni, quella dell’artigiano e della sua bottega, o meglio, della ditta Santi, che da sempre disegna, crea, plasma, le statuette più ambite, non solo quelle della kermesse canora, ma anche il Leone d’Oro della Mostra del Cinema di Venezia, oltre ad altri trofei e medaglie.
“L’azienda fu rilevata da mio nonno Vittorio nel 1935 dalla famiglia Santi, poi ha preso le redini mio padre Luigi, conosciuto come Nino, e da circa 40 anni, me ne occupo io”, racconta Cristiano Moschini. “La nostra caratteristica principale è la continuità nell’esperienza dell’artigianato artistico, che si esprime al suo massimo con la realizzazione del lavoro di generazioni, mantenendo la qualità sempre altissima”, spiega l’imprenditore. Prima dei Moschini c’erano, infatti i Santi, da cui prende il nome l’azienda. Fu l’incisore Alessandro Santi a iniziare l’attività nel 1850, eseguendo la manifattura del Leone d’Oro. L’attuale fonditore è Luciano Brollo, che da più di 15 anni segue fedelmente l’azienda nella realizzazione.
Ma com’è nato il legame con il Festival di Sanremo? “Per un problema di salute del nonno”, racconta ancora Cristiano “i polmoni malandati lo portavano ogni anno a Sanremo su consiglio del medico, per respirare aria di mare. Lui era un lavoratore d’altri tempi, non riposava nemmeno su prescrizione: anche lì procacciava nuovi clienti. Strinse rapporti commerciali con quasi tutti gli alberghi della costiera ligure. Poi divenne fornitore del Casinò, creando gettoni da gioco. Infine, arrivò all’amministrazione comunale, proponendosi per il premio di una nuova competizione canora: il Festival di Sanremo, per l’appunto”.
Negli anni, la statuetta ha cambiato forma e pelle. “La bellezza del nostro lavoro è osservare come la materia si trasforma: si parte dalla prima fusione, si passa lentamente alla solidità, alla saldatura, al cesellamento. Poi viene levigata, resa perfetta, fino a diventare una statuetta, un oggetto finito”, spiega ancora Moschini.
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