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Uffici, negozi, mezzi pubblici: ecco come potrebbero essere nella fase 2

Pannelli divisori, scrivanie a rotazione, orari differenziati: tante le proposte per dar inizio alla ripartenza

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Il Governo sta lavorando per allentare i divieti di spostamento in vista della “Fase 2”. Ma, anche se il ritorno alla vita di tutti i giorni è ormai necessario, occorre pensare a regole rigide per evitare la nascita di nuovi focolai di contagio.

Se i numeri lo consentiranno, presto potremo dunque tornare a passeggiare anche senza “comprovati motivi” e lontano da casa, purché si rispettino delle regole che vanno dall’uso di mascherine e guanti al rispetto della distanza minima di sicurezza.

Probabilmente per spostarsi da un comune all’altro o in altre regioni occorrerà più tempo e molto dipenderà dai numeri del contagio, dalle regole di sicurezza stabilite dai diversi amministratori locali e dalla sicurezza che può essere garantita  rispetto alla tenuta del sistema sanitario.

Per quanto riguarda bar e ristoranti il riavvio potrebbe essere graduale, privilegiando inizialmente il servizio d’asporto fino alla definizione di regole precise per la messa in sicurezza dei locali.

La strategia di riavvio delle attività produttive a cui il Governo sta lavorando si basa su un rapporto dell’Inail che indica il percorso per “la rimodulazione delle misure nei luoghi di lavoro” nell’ottica del distanziamento sociale.

Dunque si pensa ad un riposizionamento delle postazioni di lavoro, con l’eventuale introduzione di pannelli divisori, e ad una diversa gestione degli spazi comuni (come mense, servizi igienici e spogliatoi), con turnazioni e flessibilità oraria per evitare assembramenti ed evitando riunioni in presenza. Tra le ipotesi c’è anche l’introduzione di orari scaglionati, limitazione delle trasferte e la riduzione al minimo degli spostamenti all’interno dell’azienda.

(Credits photo: Getty)

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