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Perché la cucina italiana è la migliore al mondo? Ecco i suoi segreti

Il libro “Otto brevi lezioni per capire la cucina italiana” di Stefano Cavallito ci spiega perché siamo imitati in tutto il mondo.

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Forse noi italiani non sempre ce ne rendiamo conto ma la nostra cucina è tra le migliori al mondo. Non c’è paese che non abbia ristoranti italiani e gli stranieri che si recano nel nostro Paese rimangono estasiati dai colori, dai profumi e dai sapori che solo la nostra cucina riesce a dare. Ma perché la cucina italiana è tra le migliori al mondo? A spiegarlo ci ha provato Stefano Cavallito nel suo libro “Otto brevi lezioni per capire la cucina italiana”, una sorta di mini glossario dove vengono spiegati i segreti della nostra cucina e della nostra tradizione culinaria.

Come afferma l’autore «
Dovremmo renderci conto che la cucina italiana è un mondo che va oltre la rassicurante cucina delle nonne. Per capire la cucina contemporanea, le origini dei piatti che mangiamo tutti al ristorante, bisogna conoscere le basi della storia recente a cavallo tra gli anni ’70 e ’80». È solo grazie ad una visione d’insieme che si capisce perché la cucina italiana si è evoluta fino ai giorni nostri: ad esempio molti chef stellati tra cui Gualtiero Marchesi hanno reinterpretato la Nouvelle Cuisine applicandola alle nostre ricette in modo da creare una cucina leggera, fresca e contemporanea, senza lunghe cotture e salse ma con prodotti freschi e che necessitano di poca cottura. La fortuna della cucina italiana viene dalle sue «ottime materie prime, su una certa cultura della spesa e del mercato, sulla tradizione», punti che però la nostra cucina ha in comune anche con altri paesi.

Per capire se si sta assaggiando un buon piatto «
ci sono delle regole tecniche, la prima è che ogni piatto sia combinato in modo equilibrato. Però poi ci sono dei piatti volutamente amari, che sono ottimi lo stesso. Allora in quel caso il cuoco è un genio come Picasso che fa ritratti perfetti ma sposta occhi e faccia. Quindi, col rischio di sembrare populista, io credo semplicemente che un piatto o è buono o non lo è» spiega l’autore.

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