La cosiddetta “Fase 2”, ossia quella della riapertura, si avvicina e ogni giorno sorgono nuovi interrogativi su come ci si dovrà comportare, in particolare, in alcuni luoghi. Come sarà possibile, ad esempio, tornare dal parrucchiere o dall’estetista in totale sicurezza?
A questa domanda Uala (uala.it), sito leader nel Sud Europa per la prenotazione online di servizi beauty e wellness, ha cercato di dare una risposta, intervistando oltre 3.000 utenti in Italia e confrontando le risposte con quelle di oltre 250 gestori di saloni di bellezza e manager delle aziende del settore beauty.
Il sondaggio ha rivelato dettagli interessanti: l’84% degli italiani, ad esempio, ha dichiarato di aver continuato a prendersi cura del proprio aspetto anche durante la quarantena; il 73% degli intervistati si è persino rivolto ai professionisti di fiducia tramite telefono o videochiamata per farsi dare i consigli giusti. Questi risultati, secondo Uala, suggeriscono che in futuro si potrebbe potenziare la vendita online di prodotti professionali, direttamente dai siti e-commerce dei saloni.
Tramite il web bisognerà poi abituarsi a prenotare i propri appuntamenti dal parrucchiere o dall’estetista: non sarà consentito, infatti, attendere il proprio turno in negozio per evitare assembramenti e dunque la prenotazione è l’unica soluzione ed è ben gradita dagli utenti. Il 66% degli intervistati, infatti, afferma di voler usufruire di più servizi beauty prenotabili online, mentre i gestori stanno pensando di dotarsi di software dedicati per organizzare al meglio la propria agenda.
Tanti professionisti, inoltre, stanno pensando di allungare gli orari di apertura per ridistribuire il flusso dei clienti, considerando che le norme di sicurezza rallenteranno di molto il lavoro. I clienti sono disponibili a orari flessibili: il 51% degli intervistati sarebbe disposto a recarsi dal parrucchiere anche dopo le 21 pur di trovare posto, mentre gli orari mattutini sono stati votati solo dal 17% dei clienti. Il 73% dei gestori dei saloni ha invece dichiarato di essere disposto ad ampliare gli orari di apertura riorganizzando i turni dei collaboratori, al fine di poter accogliere il maggior numero di clienti possibile.
Certo, con questo sistema il rischio che il listino prezzi registri qualche aumento c’è: il 9% dei saloni, infatti, ha dichiarato di poter essere costretto ad aumentare il prezzo, ad esempio in alcuni dei giorni più ambiti, come il venerdì e il sabato, ma solo il 4% dei clienti è disposto a pagare di più. Il 35% degli intervistati, però, è propenso ad acquistare pacchetti e abbonamenti in anticipo per aiutare i saloni ad avere liquidità, garantendosi però trattamenti scontati.
Infine, tanti professionisti stanno valutando l’idea del co-working: secondo la ricerca in Italia ci sono 95.000 centri di bellezza, il che vuol dire che sono tanti i piccoli saloni che potrebbero non riuscire a gestire le distanze di sicurezza e gli orari dilatati. Ecco perché in molti casi qualcuno potrebbe decidere di condividere spazi più grandi per ridurre i costi ma garantire ai clienti fasce orarie più ampie.
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