27 febbraio 1988: Alberto Tomba vince l'oro a Calgary. Ed è subito orgoglio italiano

Una vittoria che non ti aspetti, un ragazzone che diventa un mito e l'Italia dello sci che torna a farsi valere. Momenti magici, impossibili da dimenticare

27 febbraio 1988: Alberto Tomba vince l'oro a Calgary. Ed è subito orgoglio italiano

Ci sono eventi che in qualche modo entrano nella memoria collettiva più di altri, quasi a prescindere dal loro valore. Magari per come avvengono oppure per il modo in cui vengono fruiti dall’opinione pubblica. Poi ci sono serate che sono un mix di tutte queste cose ed entrano diritte nella leggenda. Che è un po’ quello che successe il 27 febbraio del 1988. E’ un sabato e mentre l’Italia si ferma per assistere alla serata finale del Festival di Sanremo dall’altra parte del mondo, in Canada, si stanno svolgendo le Olimpiadi invernali. Il nome sulla bocca degli sportivi italiani è quello di Alberto Tomba: un anno prima era praticamente sconosciuto, poi un terzo posto (un po’ fortunoso, va detto, ma si dice che la dea bendata aiuti gli audaci, no?) nel gigante al mondiale di Crans-Montana fa accendere i riflettori su questo ragazzone bolognese di 20 anni. La stagione successiva, quella del 1987-1988, è quella che segna la sua esplosione e si presenta all’appuntamento olimpico di Calgary con sette vittorie e le stimmate del predestinato

Sulle piste della cittadina canadese il 25 febbraio stravince la gara di slalom gigante: nella prima manche stacca tutti di oltre un secondo, una eternità, nella seconda gestisce il vantaggio e si prende la medaglia d’oro. La prima. Poi c’è il 28 febbraio e lo slalom speciale. La prima discesa di Alberto non è perfetta e l’azzurro la chiude al terzo posto, alle spalle del tedesco Frank Worndl e dello svedese Jonas Nilsson. Il fuso orario fa sì che la seconda manche si svolga nel pieno della finalissima di Sanremo, che decide di fermarsi per consentire a tutti di vedere Tomba. Che spinge sin dalle prime porte e chiude al primo posto, il podio è assicurato ma secondo il telecronista dell’epoca il suo tempo non sarà sufficiente per andare oltre il bronzo. Invece. Nilsson prima e Worndl poi non commettono errori, ma Tomba è stato più veloce di soli 6 centesimi, una inezia, ma bastano per portarsi a casa la seconda medaglia d’oro olimpica in una stessa edizione dei Giochi, cosa fino a quel punto riuscita a pochissimi. E’ con Calgary che la filastrocca Tomba la Bomba entra nelle case di tutti gli italiani. In quella stagione magica, la prima di una lunga serie, Alberto vincerà in tutto 9 gare, facendo sue le coppe del mondo di specialità di slalom gigante e slalom speciale, arrivando alle spalle del solo Pirmin Zurbriggen nella classifica generale.

A questo link gli ultimi 15 minuti della seconda manche di Calgary, quelli decisivi e che consegnarono Tomba alla leggenda

(Foto Getty Images)

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