121 anni fa Guglielmo Marconi brevettava la radio

Era il 2 luglio 1897 quando l’inventore si recò a Londra per ottenere il brevetto: l’Italia glielo aveva rifiutato

121 anni fa Guglielmo Marconi brevettava la radio

Il 2 luglio 1897 Guglielmo Marconi otteneva a Londra il brevetto per la sua radio (o meglio la sua trasmissione telegrafica senza fili). Si trattò di un giorno storico perché quell’oggetto così strano per l’epoca divenne uno dei primi mass media che si diffuse in tutto il mondo e contribuì a veicolare le notizie in tempo reale.

Marconi fu costretto ad andare a Londra per il brevetto in quanto il Ministero delle Poste e Telegrafi dell’allora ministro Pietro Lacava non gli concesse nessun finanziamento e anzi lo scienziato venne etichettato come “pazzo”.

Gli esperimenti di Marconi iniziarono nel 1892, quando dentro casa riuscì a mettere a punto un sistema telegrafico senza fili: in una stanza inventò un campanello elettrico ricevente che poteva venire azionato tramite un pulsante da qualche metro di distanza. A poco a poco Marconi ingrandì il suo prototipo, grazie anche ai finanziamenti del padre e all’aiuto del fratello, e nel 1895 riuscì a far suonare il campanello a 2 chilometri di distanza, ponendo così le basi per quella che oggi chiamiamo radio.

Dopo il netto rifiuto del ministero delle Poste, Marconi e la madre (cittadina britannica), andarono a Londra per brevettare il dispositivo e le sue invenzioni, ma quel giorno fu l’inizio di una diatriba che non ha mai avuto conclusione. Marconi infatti ha dovuto continuamente lottare per farsi riconoscere l’invenzione della radio: fu Nikola Tesla il teorico che spiegò come utilizzare le onde elettromagnetiche per una trasmissione a distanza. A Marconi va il merito di aver utilizzato le sperimentazioni degli altri scienziati come Tesla e aver unite in un solo esperimento quello che gli altri avevano teorizzato singolarmente: in altre parole era uno sperimentatore e pioniere del campo.

La paternità della radio è stata da sempre controversa: prima venne riconosciuta a Marconi (nel 1911 fu la High Court britannica a premiarlo in tal senso), poi a Tesla (nel 1943 la Corte Suprema degli Stati Uniti riconobbe i brevetti dello scienziato – ma solo nel territorio statunitense - come basilari per la radio). Marconi fu molto amareggiato da questa disputa in quanto affermò di non aver mai letto i lavori di Tesla, ma di aver preso spunto dai fisici Augusto Righi e Rudolph Hertz.

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