Incidenti artistici: la storia di sette celebri opere d’arte danneggiate da sbadati

Vasi frantumati, dita di statue spezzate, quadri squarciati: ecco cosa è accaduto a causa dell'incredibile disattenzione dei turisti

Incidenti artistici: la storia di sette opere d’arte famose che sono state danneggiate

Molto spesso le opere d’arte più famose sono state le protagoniste di incidenti causati dalla distrazione di qualcuno, come di turisti, oppure di restauratori o collezionisti. Molti di questi episodi sono avvenuti anche in Italia ed è utile conoscerne la storia per ricordarci sempre di prestare la massima attenzione quando ci si trova al cospetto di un’opera d’arte, qualsiasi essa sia, in quanto rappresenta un patrimonio dal valore inestimabile che appartiene a tutti.

Tra gli incidenti più recenti va citato sicuramente quello risalente a qualche mese fa a Possagno: nel tentativo di scattarsi un selfie, un turista austriaco in visita al Museo Gypsotheca dedicato alle opere di Antonio Canova, ha danneggiato il gesso originale della statua di Paolina Bonaparte. La scultura arrivò a Possagno nel lontano 1829 ed è sopravvissuta persino ai bombardamenti del 1917, pur perdendo alcune parti. Nel 2004 fu restaurata e ora, per colpa del comportamento scorretto del turista, ha perso due dita dei piedi.

Nel 2015, invece, a Cremona è stata danneggiata la Statua dei due Ercoli, che si trova sotto la Loggia dei Militi dal 1962: le cause dell’incidente ancora oggi restano un mistero, ma i due cittadini cremonesi che hanno provocato dei danni alla scultura si sono costituiti alle autorità. La statua, che aveva perso, nello specifico, parte della corona appartenente allo stemma della città di Cremona, è stata restaurata e ora è dotata di apposite protezioni per evitare che qualcuno la danneggi di nuovo.

A Firenze, invece, la vittima di un turista americano è stata l’Annunciazione di Giovanni d’Ambrogio, custodita nel Museo dell’Opera del Duomo: la statua ha perso il mignolo della mano destra perché a quanto pare il turista ha provato a “darle il cinque”.

Incidenti simili si sono verificati anche all’estero, ad esempio a Lisbona, dove la statua del re portoghese Sebastiano I, risalente al 1891 e posta in una nicchia della facciata della stazione Rossio della città, è caduta dalla sua postazione in circostanze ancora oggi ignote. Il responsabile sarebbe un giovane che, di notte, si sarebbe avvicinato alla scultura per scattarsi un selfie e l’avrebbe urtata, facendola così cadere.

Nel 2006 a Cambridge si è verificato un incidente incredibile: un turista è inciampato all’interno di una sala del Fitzwilliam Museum urtando uno dei tre vasi della dinastia Qing. Si è così scatenato un effetto domino, perché il vaso ha urtato gli altri due facendoli cadere a catena. Si frantumarono in più di 400 pezzi e alla fine solo uno dei tre è stato completamente restaurato.

Anche alcuni dipinti sono stati vittime di episodi simili, come ad esempio due tele di Picasso di proprietà del ricco imprenditore Steve Wynn. Un giorno il magnate stava mostrando il quadro “Le Rêve" ad alcuni ospiti quando lo urtò causandone una profonda lacerazione che poi è stata restaurata. L’uomo, in realtà, soffre di una malattia che colpisce la vista periferica, dunque avrebbe compiuto il gesto inavvertitamente. Un’altra tela del grande pittore, “Le Marin”, è stata danneggiata per colpa di un dipendente che avrebbe dovuto ridipingere le pareti della galleria in cui Christie’s avrebbe esposto l’opera per venderla a nome di Wynn. L’operaio fu colpevole di aver lasciato una prolunga usata per dipingere il soffitto appoggiata a una parete senza fissarla: com’è facile immaginare, la prolunga cadde, provocando uno squarcio di 12 centimetri sulla tela.

Persino un murales è stato danneggiato, anzi distrutto a dir la verità: si tratta dello “Spy Booth” dipinto da Bansky sul muro di un’abitazione privata a Cheltenham, in Gran Bretagna. Lo street artist aveva raffigurato tre agenti segreti che, con addosso il tipico impermeabile beige, cercavano di ascoltare delle conversazioni vicino a una cabina telefonica. Pare che il muro sul quale era stata dipinta l’opera sia stato demolito per effettuare alcuni lavori di ristrutturazione dell’edificio.

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