Tutti i giorni la solita, stressante, vita quotidiana? Non riuscite più ad avere la pazienza di sopportare le persone, il traffico, i colleghi in ufficio? I ritmi della vita odierni sono decisamente esagerati per riuscire a cavarsela senza patemi e con una semplice scrollata di spalle: gli impegni sono tanti, il tempo è poco, gli imprevisti sono il pane quotidiano. Ma l’etichetta (e le pubblicità) ci obbligano ad essere sempre attivi, super efficienti e senza distrazioni perché il fallimento non è contemplato.
Proprio per questo Fabrice Midal, filosofo ed esperto di meditazione, ha deciso di intitolare il suo ultimo libro “Lasciatevi in pace”, un mantra che ognuno di noi dovrebbe seguire per riuscire a superare le fatiche quotidiane senza stress e, soprattutto, mettendo la propria persona e la propria soddisfazione prima di tutto. Il concetto di Midal è molto semplice: non consiste nel suggerire un particolare metodo di vita bensì di smetterla di rimproverarsi, smetterla di essere calmi, smettere di paragonarsi agli altri, insomma smettere di fare la vita che gli altri ci dicono di fare. «Ci martirizziamo dal mattino alla sera. Non siamo mai soddisfatti di chi siamo e di che cosa facciamo e così aumentiamo la pressione sul nostro io» spiega Midal, «Dobbiamo piantarla. E questo non significa che diventeremo all’improvviso ottimi genitori, splendidi colleghi e fantastici amanti. Ma di certo ci accorgeremo delle risorse che possediamo e la smetteremo di massacrarci tentando di essere qualcun altro». Insomma ricalibrare la vita su se stessi a volte può sembrare un consiglio tanto banale quanto efficace, “lasciarsi in pace”, come indica Midal, deve essere l’obiettivo di tutti per ritrovare la serenità e la felicità.
Midal iniziò con la meditazione circa 25 anni fa mentre studiava all’università, poi l’incontro con il filosofo Francisco Varela cambiò completamente la sua prospettiva di vita e da allora si dedicò al mindfulness: meditazione come pratica e filosofia di vita. «Siamo estremamente maldestri con noi stessi, talmente impegnati a rimproverarci e a mortificarci, a dirci che non valiamo niente, che alla fine non concentriamo le nostre energie sulla situazione presente così com’è» afferma l’autore.
