Quante volte avete dovuto lottare con le vostre palpebre per non appisolarvi in orario d’ufficio, magari dopo una nottata difficile? Ebbene, in Giappone fare un pisolino non solo è concesso, ma è considerato segno di dedizione al lavoro. Un paradosso? Nient’affatto.
Si chiama inemuri e significa, letteralmente, “essere addormentati ma presenti”. La persona che pratica inemuri non è stanca per via dei bagordi notturni ma, al contrario, sta soccombendo a una nottata di lavoro. Per questo, non solo è autorizzata ad addormentarsi in pubblico, persino in ufficio, senza motivo di imbarazzo; ma addirittura questo costituisce la prova della propria abnegazione.
Niente a che vedere con la nostra siesta, ovviamente. Chi pratica inemuri è solitamente sorpreso in posizioni scomodissime, tutt’altro che concilianti, che dicono con tutto il linguaggio del corpo che la persona non sta davvero dormendo: se fosse necessario, tornerebbe operativa immediatamente.
Questa tradizione antichissima, che affonda le sue radici all’epoca dei samurai, è tornata particolarmente in voga dopo le catastrofi naturali che hanno sconvolto il Giappone. In seguito a quegli eventi, le persone hanno cominciato a condividere ancora più volentieri l’esperienza del sonno con altre persone, traendone enorme beneficio.
