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Immunità di gregge: se ne parla tanto. Ma di cosa si tratta esattamente?

In cosa consiste davvero la tanto citata immunità di gregge? Ecco le risposte alle domande più frequenti

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Immunità di gregge: un’immagine che dovrebbe evocare serene pecorelle e che invece in questi giorni è argomento di punta nelle discussioni sul contenimento del contagio.

Parecchi paesi infatti, almeno inizialmente dopo l’emergere dei primi casi di infezione da Coronavirus, avevano pensato di affidarsi proprio all’effetto da immunità di gregge.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Il termine immunità di gregge riguarda le malattie infettive che si propagano per contagio. L’idea si basa sulla constatazione che quante più persone non trasmettono il contagio, tanto meno la malattia infettiva può diffondersi. Concetto semplice e verificato nella storia, a partire dalla eradicazione della rabbia in Germania, alla fine del secolo scorso.

Per far sì che la maggior parte della popolazione non trasmetta il contagio, scatenando così l’immunità di gregge, si ricorre principalmente ai vaccini. Il vaccino scatena la difesa immunitaria nell’organismo, che così non solo è protetto dal contagio, ma evita anche di diffonderlo.

La quantità di persone da sottoporre a vaccino varia secondo la natura del virus o del batterio: per esempio, nel caso del morbillo, si ha l’immunità di gregge quando almeno il 95% della popolazione è vaccinata. L’infezione non riesce a diffondersi perché non ha disposizione un numero sufficiente di persone da infettare. Così perde forza e si blocca. In questo modo si proteggono anche le persone che non possono essere vaccinate, perché immunodepresse. 

In questi giorni l‘immunità di gregge ha causato scalpore perché a oggi non esiste un vaccino, dunque l’immunità che andrebbe acquisita si otterrebbe solo naturalmente. Cioè infettandosi e sopravvivendo. Con un costo umano davvero assai alto. Da qui le polemiche che si sono scatenate. Anche perché alcune domande finora non hanno risposta: non si sa infatti quanta parte della popolazione dovrebbe essere immune per bloccare la catena dei contagi. Inoltre, è ancora in fase di studio l’immunità acquisita da chi ha contratto il CoViD19 ed è guarito. Non si sa infatti se sia un’immunità stagionale e dunque temporanea o se sia più duratura.

Ecco perché, tra tanti interrogativi ancora in attesa di una risposta certa da parte della scienza, la misura più efficace per contrastare il contagio è quella del distanziamento sociale.

(Foto di Adina Voicu da Pixabay)

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