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Il Louvre chiude! Troppi visitatori, da ottobre ci sarà l’obbligo di prenotazione

Tempi record di attesa e afflusso di turisti da capogiro hanno richiesto misure drastiche da parte della direzione.

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A fine luglio la direzione del Louvre, il celeberrimo museo parigino, era stata costretta a dichiarare il “tutto esaurito” e chiudere l’accesso a qualche migliaio di turisti che attendevano in fila davanti alla Piramide, invitandoli a riprovare il giorno dopo. 

Nel 2018 è stata superata la soglia di 10 milioni di visitatori; all’interno, ingorghi e tempi di attesa record che sfioravano le due ore prima di poter ammirare la Gioconda, tappa prediletta e obbligata dell’80% del pubblico, di fronte alla quale venivano già segnalati svenimenti e malori per la troppa ressa.

Una situazione insostenibile, a causa della quale l’amministratore generale del Louvre Vincent Pomarède, ha preso una decisione storica: il Louvre diventerà un Museo con prenotazione obbligatoria!

La misura doveva inizialmente entrare in vigore nel 2020, non senza polemiche, ma è stata anticipata all’autunno, tra ottobre e novembre.

«Non è solo una questione di numero di visitatori ma di flussi», ha spiegato Pomarède. «Inutile negarlo, l’ingresso al museo è condizionato dall’accesso alla Gioconda, e ogni volta che il quadro viene spostato, sorgono problemi di organizzazione. Quando si trovava nella Grande Galérie si creava regolarmente un ingorgo nel mezzo, quando è stata nella Sala Rosa, si era costretti a entrare e uscire dalla stessa porta ed è stato orribile. Perfino nella Salle des Etats ci sono stati picchi di traffico. Contrariamente a quanto è stato detto, a fine luglio non è stata la prima volta che il Louvre ha dovuto chiudere le porte per troppa folla. Lo avevamo già fatto l’anno scorso durante il ponte del primo maggio. La gente ha la memoria corta: quando ero piccolo, la coda per entrare al Louvre faceva due volte il giro della Cour Carrée…».

Le critiche sono arrivate soprattutto da parte di quanti non sono unicamente interessati all’opera vinciana, ma anche ai restati tre quarti del museo, destinati, a detta loro, a rimanere deserti. 
Tra le alternative proposte, quella di una docente dell’Ecole du Louvre di selezionare solo alcune parti del museo a prenotazione obbligatoria.

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