Da diversi anni ormai non è più tabù mettere a reddito gli spazi museali. A Londra, per esempio, il British Museum organizza serate di yoga e tai chi nella sala delle sculture asiatiche, con ingresso a 22 sterline; a Parigi invece, in occasione delle Olimpiadi del 2024, è risuonato il saluto del Namastè sotto la Piramide. Anche a Milano è possibile organizzare eventi nei musei, a patto ovviamente di essere disposti a spendere decine di migliaia di euro.
Guardando il ricco catalogo del Comune c’è l’imbarazzo della scelta. La Sala delle Cariatidi, per esempio, ha un costo che supera i 25mila euro per una cena. Non è da meno la Villa Reale, dove per la terrazza si devono sborsare 20mila euro e per alcune sale interne addirittura il doppio. Anche il Castello Sforzesco e il Museo del Novecento sono disponibili all’affitto, con prezzi che variano in base alla capienza e alla tipologia di evento. I budget rimangono accessibili a grandi aziende e realtà importanti.
Dietro ai prezzi così alti c’è una strategia precisa del Comune, che utilizza in questo modo gli eventi privati come fonte di finanziamento per sostenere manutenzione, restauri e attività culturali.
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