È la vigilia del Festival di Sanremo e cresce la curiosità su alcune incognite di questa edizione. Una su tutte, la presenza di Beppe Grillo in teatro durante la prima serata della manifestazione canora. Se ne è parlato all’Alfonso Signorini Show proprio con due dei personaggi più coinvolti nell’organizzazione dell’evento, il conduttore Fabio Fazio e il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone.
Signorini chiede infatti a Fazio come pensa di gestire eventuali interventi del leader del Movimento 5 Stelle. La risposta del presentatore è pacata: «Noi adesso dobbiamo occuparci di quello che prevede la scaletta, che è già un lavoro gigantesco. Occuparci dell’imprevedibile è una cosa che al momento non abbiamo il tempo di fare. Beppe è un uomo di spettacolo e sa che non si fa niente del genere. Secondo me è un rischio che non esiste. Dopo di che è già molto lunga arrivare a mezzanotte e mezza, che è il mio vero problema». Anche Leone si dichiara sereno. Rivela infatti a Signorini di sentirsi «esattamente come Fabio. Noi dobbiamo preoccuparci di fare il migliore spettacolo possibile e non deludere le aspettative. Grillo, oltre a essere un leader politico, è ed è stato un grande uomo di spettacolo; conosce le regole del gioco. Ecco perché tutto questo ci fa stare tranquilli. Io non so cosa farà, se verrà e se farà un fuori programma. Immagino che il fuori programma sarà fuori dal teatro. Lui è un grande uomo di spettacolo; io ho già comprato i biglietti per quando verrà a Roma con il suo show».
Signorini cita anche Il Corriere della Sera, per l’incognita «Rufus Wainwright, che mercoledì sarà sul palco dell’Ariston. Nella RAI cattolica della Tarantola si profila questo artista gay dichiarato e anche un po’ anticlericale». Ma Leone stempera ogni possibile polemica: «Ogni polemica ha sempre una base: qualsiasi artista, soprattutto se impegnato, può essere visto sotto Sanremo come elemento di rottura. È chiaro che quando artisti del genere vengono a Sanremo, quando vengono su Rai 1, le cose cambiano. Ognuno di questi artisti ha al suo interno una vis polemica e talvolta anche un modo di rappresentarsi rispetto allo spettacolo, che poi si conforma rispetto allo spettacolo. Sappiamo che Rufus non si crocefiggerà in scena e non farà nulla di quelle cose che l’hanno anche reso famoso. Farà il grande artista che è».
