#weareulysse

Uniti per non finire in un mare sempre più di plastica

Ogni giovedì sera su Radio Monte Carlo appuntamento con i mari del nostro pianeta in collaborazione con Ulysse Nardin

Radio Monte Carlo, in collaborazione con Ulysse Nardin, ha lanciato un grande progetto di divulgazione sullo stato degli oceani e sulle specie marine fortemente minacciate, una delle sfide cruciali del nostro tempo. Ogni giovedì non perdetevi la nuova rubrica, condotta da Maurizio di Maggio, dedicata ai mari, alla loro bellezza e ai loro problemi.


Il secondo appuntamento con i nostri mari è dedicato all’inquinamento causato dalla plastica:

  • Ogni anno, nove milioni di tonnellate di plastica vengono scaricate in mare. (Scienza)
  • 640.000 tonnellate di reti da pesca vengono perse o abbandonate ogni anno. (ONU)
  • Le reti abbandonate uccidono quasi 100.000 balene, delfini, leoni marini, foche e tartarughe all'anno. (World Animal Protection)
  • Le tartarughe confondono i sacchetti di plastica con le meduse e le ingeriscono. (Indicit)
  • L'80% degli uccelli marini ingerisce la plastica. (PNAS)
  • La microplastica si trova sulle cime delle montagne, dimostrando che il materiale è entrato nel ciclo degli elementi: le nanoparticelle evaporano nelle nuvole e nevica plastica. (Nature Geoscience)
  • 2/3 della plastica scaricata negli oceani dagli anni Cinquanta si è riversata sulle rive; 1/3 si è degradato in microplastica. (Rapporti scientifici)
  • Le microplastiche rappresentano il 90% dei 5 trilioni di pezzi di plastica che galleggiano sulla superficie dell'oceano. (Tara Océan)
  • Un carico di 29.000 anatre di plastica perse nel Pacifico nel 1992 è stato utilmente seguito dagli oceanografi per 25 anni. (The Friendly Floatees)

Per inquadrare la situazione, oltre ai numeri impressionanti sopra citati, ci siamo affidati all’esperienza “sul campo” di un altro componente del “Team of Ulysses”.

Si tratta di Mathieu Crepel, snowboarder campione del mondo, medaglia olimpica e surfista. Uno che scivola istintivamente dai fiocchi di neve alle onde e che è fortemente coinvolto con The Water Family, un'organizzazione dedicata all'educazione alla protezione dell'acqua e alla salute del pianeta.

In vista del Vendée Globe, di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana, Mathieu Crepel è andato simbolicamente a prendere un pezzo di ghiaccio dalla cima del Pic du Midi nelle Alpi, per riportarla a Les Sables d'Olonne, per dimostrare che la microplastica può ormai essere trovata sulle cime delle montagne ed è entrata nel ciclo degli elementi: le nanoparticelle evaporano tra le nuvole e nevica plastica. L'obiettivo di Mathieu è sottolineare l'importanza cruciale di questa relazione terra-oceano e il fatto che la neve e il ghiaccio non sono più puri.

“Quando surfi, ti trovi di fronte al problema della plastica sulla spiaggia, in acqua e così via. Ha effetti dannosi sulla fauna e la flora marine. Sono orgoglioso di poter supportare Ulysse Nardin in una riflessione che li porta a utilizzare materiali riciclati…" ha affermato Mathieu Crepel.

La manifattura svizzera che produce cronometri da marina di eccezionale affidabilità per gli esploratori fin dal 1846, ha indirizzato infatti i suoi sforzi alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni per la crescente crisi dell'inquinamento da plastica nei nostri oceani e ha implementato un'unità dedicata allo studio dei materiali provenienti dal mare: gusci di ostriche, alghe, PET marino (bottiglie di plastica) e reti da pesca in poliammide.

Il team di Ulysse Nardin, poco più di un mese fa, ha segnato la prima pietra miliare nel suo impegno per l'economia circolare marina con il lancio del nuovo “R-STRAP”. Il cinturino, realizzato con reti da pesca recuperate dai fondali marini e riciclate, è compatibile con gli orologi DIVER, MARINE e FREAK X.

Non solo. Ulysse Nardin sta portando avanti il proprio impegno introducendo DIVER NET, un concept watch in cui ogni elemento di rifinitura è stato progettato per essere il più ecologico possibile. Un orologio totalmente innovativo e “riciclato”.

Per la decorazione della cassa, del fondello e della lunetta del DIVER NET, Ulysse Nardin si è affidata a tre giovani designer bretoni che hanno creato il primo hub del riciclaggio delle reti da pesca in Francia.  La loro FIL & FAB recupera le reti non più in uso dai porti e le trasforma in pellet di poliammide, materia prima altamente resistente all'attrito. Questi partner hanno un background di design industriale e di trasformazione, con una reale sensibilità alla sostenibilità ambientale.


Un altro ambasciatore della famiglia degli “Ulysse”, testimone in prima linea che ci mette in allerta sull’urgenza di fermare l’invasione di plastica, è Ben Lecomte.

Nel 1998, Ben è stato il primo a nuotare attraverso l’Atlantico senza tavola, un’impresa realizzata per raccogliere fondi per la ricerca sul cancro. Venti anni dopo, nel 2018, ha tentato di attraversare il Pacifico. Tuttavia, dopo essere stato sei mesi in mare ed avere percorso più 1,500 miglia nautiche, Ben ha deciso di rientrare a causa di un problema con la barca che lo assisteva. L’avventura era finita. Dopo 165 giorni di momenti indimenticabili in compagnia di balene, delfini, albatros, lo splendore della vita marina e il potere degli elementi, cosa ha sconvolto Ben è stato il quantitativo di plastica che ha incontrato in mare ogni giorno. “Sono rimato affascinato da questo spettacolo che è stato sia magnifico che ripugnante. È stato chiaro che per me la competizione sportiva non sarebbe più stata un obiettivo. La missione di innalzare la consapevolezza dell’inquinamento è diventata più importante.”

Nel 2019, è ripartito per una nuotata straordinaria nel vortica di plastica del Pacifico. Questa distesa di rifiuti, scoperta nel 1997 dal velista Charles Moore, è un’area di vorticose correnti oceaniche dove si accumulano i rifiuti. 

Il suo racconto è incredibile: “Piccoli granchi alla deriva sui rifiuti hanno cercato rifugio arrampicandosi su di me, lasciandosi dietro pezzi di plastica galleggiante che li avevano portati molto lontano dalle coste...”

Durante questa missione, Vortex Swim, Ben Lecomte ha nuotato per oltre 300 miglia nautiche per lanciare l’allarme sulle oltre 300 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno. Ben crede che l’inquinamento da plastica debba essere ridotto e la produzione stoppata. 

Ognuno di noi può fare qualcosa.

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