La tecnologia alla base del primo Drive-In d’America è semplice: è il 1933 a Camden quando Richard Hollingshead Jr. “brevetta” l’idea, montando sul cofano della sua auto un proiettore 128 Kodak e attaccando un telo a due alberi. E il gioco è fatto: il 6 giugno dello stesso anno apre il suo primo Drive-In e ben presto nacquero altri spazi simili in tutto il Paese.
Il successo lo accompagnò per tutto il dopoguerra, quando i popolari cinema “all’aperto” intrattenevano e richiamavano centinaia di famiglie. Film (di serie B), costo accessibile, area ludica per bambini, stand per gustarsi snack e intimità erano gli ingredienti alla base del Drive-In: il motto del suo ideatore era, infatti, “L’intera famiglia è benvenuta, indipendentemente da quanto rumore fanno i vostri bambini”.
Al picco di successo (circa 5.000 “cinema” in tutti gli Stati Uniti) è seguito, purtroppo, un progressivo declino che lascia oggi solo circa 400 Drive-In ancora attivi. Le cause? In primis l’incremento dei costi logistici e degli spazi, diventati proibitivi per i gestori. Ma anche, come prevedibile, la crescita della popolarità dei cinema tradizionali e dei video noleggi ha contribuito alla caduta.
